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LUGANOEx Macello, la «proposta indecente» rispedita al mittente

12.06.19 - 14:50
Gli autogestiti rispondono picche all’invito per un incontro con un gruppo di lavoro sul futuro del centro sociale: «Una provocazione. Non vogliamo essere presi in giro»
TIO/20M/GIORDANO
Lo scorso 13 maggio il legislativo luganese ha deciso di sostenere una progettazione all’ex Macello che non prevede l’autogestione.
Lo scorso 13 maggio il legislativo luganese ha deciso di sostenere una progettazione all’ex Macello che non prevede l’autogestione.
Ex Macello, la «proposta indecente» rispedita al mittente
Gli autogestiti rispondono picche all’invito per un incontro con un gruppo di lavoro sul futuro del centro sociale: «Una provocazione. Non vogliamo essere presi in giro»

LUGANO - Una proposta «indecente» e «senza senso». Con queste parole, affidate ad un loquace comunicato, il Molino ha liquidato l’invito ad incontrare «un gruppo di lavoro per la ricerca di una sede al centro sociale» recapitato lo scorso 27 maggio all’assemblea degli autogestiti.

Un invito (per domani) considerato una «provocazione» e quindi rispedito al mittente. «Quello che vogliamo è continuare a sperimentare, a sostenere e a praticare autogestione, solidarietà, conflitto, culture dal basso e dignità per tutte e tutti», scrivono i molinari puntando il dito contro i «mandanti» della missiva: in particolare Fabio Schnellmann (firmatario dell’invito e «da anni il supposto “interlocutore” del CSOA»), il sindaco Marco Borradori e il vicesindaco Michele Bertini.

«Tre astute “Old Fox”», incalzano gli autogestiti richiamando un incontro avvenuto 5 anni fa, durante il quale «sviscerammo, su loro richiesta e per l'ennesima volta nel dettaglio, le nostre esigenze». Un incontro - si legge - seguito «dal vuoto totale», che portò gli autogestiti a «uscire definitivamente dalle trattative e dall'inutile, stagnante e ridondante mancanza di serietà».

Un’ultima critica viene riservata infine alla scelta di proporre un “meeting” «senza indicare su quali temi e con quali entità» l’assemblea sarà chiamata a confrontarsi: «Quello che non vogliamo è soprattutto essere presi in giro. E men che meno dai padri padroni di questa città».

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