SVIZZERA«Soltanto sì significa sì», favorevole il Consiglio nazionale

05.12.22 - 20:33
Luce verde della camera bassa sull'inserimento del principio, per quanto concerne gli abusi sessuali, nel Codice penale svizzero.
Keystone
Fonte Ats
«Soltanto sì significa sì», favorevole il Consiglio nazionale
Luce verde della camera bassa sull'inserimento del principio, per quanto concerne gli abusi sessuali, nel Codice penale svizzero.

BERNA - Commette un'aggressione sessuale chi compie atti sessuali su una persona «senza il suo consenso». Contrariamente agli Stati, il Nazionale è favorevole, con 99 voti a 88, all'inserimento del Codice penale della soluzione del principio "soltanto sì significa sì".

«Ancorare 'Solo se Sì' nella legge significa avere finalmente il diritto esclusivo sul nostro corpo», afferma Tamara Funiciello, consigliera nazionale e copresidente delle Donne Socialiste. «Questo principio protegge le vittime di violenza sessuale che non possono difendersi o dire 'no' a causa dello shock o del cosiddetto freezing».

«Si tratta di un grande successo dopo anni di impegno di attiviste e attivisti per i diritti delle donne, di vittime di violenza sessuale e di organizzazioni della società civile», ha dichiarato Cyrielle Huguenot, responsabile del tema diritti delle donne per Amnesty Svizzera. «La decisione del Consiglio nazionale mostra che i parlamentari di tutti i partiti vogliono finalmente sancire nel diritto un comportamento che è da tempo una realtà nella società, e che è in vigore in un numero crescente di paesi europei: il sesso senza consenso è uno stupro, e deve essere punito in quanto tale».

Durante il dibattito di entrata in materia, tutti i gruppi hanno sottolineato la necessità di aggiornare il codice penale. «Recentemente sono state pronunciate diverse assoluzioni, perché la vittima non aveva mostrato sufficiente resistenza. Questa realtà non è più accettabile», ha sintetizzato Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE) a nome della commissione.

Se sulla necessità di intervenire erano tutti d'accordo, i pareri invece divergevano sull'aspetto centrale del dossier, ossia sulla definizione di consenso: "no significa no", a cui si oppone "soltanto sì significa sì".

«L'opzione del consenso esplicito creerà più confusione, delusione e frustrazione, non riuscendo a risolvere tutti i problemi», ha affermato Vincent Maitre (Centro/GE). Barbara Steinemann (UDC/ZH) ha invano messo in guardia contro un diritto sessuale a carattere simbolico, temendo che con la soluzione del "soltanto sì significa sì" si inneschi un'inversione dell'onere della prova.

Anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha sostenuto la bontà della formula "no significa no", precisando che un "no" esplicito o un gesto di rifiuto, che può essere anche un pianto, difficilmente lasciano un grande margine all'interpretazione di un giudice, mentre non è detto che un "sì" rispecchi veramente la volontà della donna.

La ministra di giustizia e polizia ha citato l'esempio di una donna che, dopo aver acconsentito ad un atto sessuale, ci ripensa. Insomma, con un "no" sarebbe più facile stando alla consigliera federale provare l'esistenza di un rapporto non consensuale.

Per lo schieramento rosso-verde, sostenuto da alcuni deputati del PLR e del Centro, l'opzione del consenso esplicito è invece l'unica soluzione. «Va da sé che non si prendono i soldi dal portafoglio del vicino senza chiederglielo. Va da sé che non si entra in casa di qualcuno senza suonare il campanello. Perché il mio portafoglio e la mia casa dovrebbero essere meglio protetti del mio corpo?», si è chiesta Tamara Funiciello (PS/BE).

«Il corpo delle donne non è un negozio self-service», ha proseguito la bernese. Optare per la versione "no significa no" significa «presumere che il corpo della partner sia a libera disposizione», ha deplorato Raphaël Mahaim (Verdi/VD). «Prima di avere un contatto sessuale, ci si deve assicurare del consenso del partner», ha sottolineato.

Diversi oratori hanno poi osservato che in termini giuridici il cambiamento è minimo. «Il dubbio andrà sempre a beneficio dell'accusato. Ogni altra affermazione è falsa», ha detto Baptiste Hurni (PS/NE). Non c'è inversione dell'onere della pena, né violazione della presunzione di innocenza, ha aggiunto.

Oltre a introdurre il principio del "soltanto sì significa sì", il progetto contiene anche tutta una serie di altre novità. Prima fra tutte è la ridefinizione del reato di violenza carnale, che viene modificato introducendo il concetto più generico di «penetrazione corporale» che tiene conto anche delle vittime di sesso maschile.

Attualmente solo la penetrazione vaginale è considerata "violenza carnale" (stupro). Il sesso anale e orale imposto è considerato ai sensi del Codice penale "coazione sessuale", un reato che prevede pene inferiori.

Per quel che concerne le sanzioni, per il reato di "violenza carnale" non sarà più possibile infliggere pene pecuniarie. Il progetto introduce poi una graduazione della gravità del reato: senza coercizione (fino a 5 anni di detenzione), con coercizione (da due a 10 anni) e agendo con crudeltà o con l'uso di armi pericolose (minimo tre anni).

Per quel che concerne il reato di "coazione sessuale", la destra ha tentato di sopprimere la possibilità di punire i colpevoli con sanzioni pecuniarie (e imporre quindi una pena detentiva). La maggioranza, il centro-sinistra, ha però ritenuto opportuno lasciare ai giudici un certo margine di manovra per questa fattispecie di reato.

COMMENTI
 
Mattiatr 1 mese fa su tio
Ok, poi come si traduce questo principio dal lato pratico? Inoltre toh, primo esempio che mi viene in mente, ragazza ubriaca al bar dice sì, quanto vale questo consenso?¶ Oppure esiste e viene considerata la possibilità di un sottinteso? In una coppia per esempio, se lui o lei volessero procedere con l'atto sessuale, poi in caso di lite e separazione una delle parti potrebbe appellarsi al fatto che non ha detto esplicitamente sì in tutte le situazioni? Che so, mami e papi litigano, divorziano e il papi va davanti a un giudice affermando di non aver acconsentito in via verbale il giorno x per l'atto y, che succede?¶ In sintesi cosa vuol dire sì, cosa rappresenta e come lo si prova o descrive davanti a un giudice? Inoltre la controparte come può negare l'assenza di questo consenso? Onestamente mi pare si sia dibattuto sul nulla.
Uluru 1 mese fa su tio
Ma poi basta un sì detto a voce, oppure deve essere scritto? Ed eventualmente andrebbe controfirmato? C'è bisogno di testimoni? La carta deve essere intestata? Deve essere preventivamente avvisato il Consiglio Federale? Qui si ritorna al Medioevo col famoso Fornication Under the Consense of the King (da cui l'acronimo F.U.C.K.). Che pietà dover discutere di queste cose...
Sarà 1 mese fa su tio
Chris_El_Suizo E finora chi ha deciso se la donna ha detto no?
Chris_El_Suizo 1 mese fa su tio
I giudici com`è giusto che sia, loro hanno il potere e i mezzi per ordinare una perizia psichiatrica di entrambe le parti coinvolte e determinare chi dei due mente, e se le cose funzionano così non c`è bisogno di nessuna legge femminista creata ad hoc per ancora una volta armare le donne contro gli uomini, come avviene già con la legge sul divorzio varata nel 1999 dove l`uomo in caso di divorzio nel 99% dei casi si deve accontentare di miseri diritti di visita e si deve far carico di grosse fatture da pagare, e questo anche se a mancare nei doveri coniugali è la donna, vergognoso!!!
Chris_El_Suizo 1 mese fa su tio
Ma per favore, sta legge del solo sì è sì è una grande idiozia, non hanno visto i risultati ottenuti in Spagna? Poi a chi spetta decidere se una persona abbia detto di sì o meno? Alla donna coinvolta vero? E via mazzate contro gli uomini, prima ti dice di sì, poi ti ricatta e se non accetti ti denuncia e la tua vita è finita, proprio una gran legge di m...a!!!
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