Keystone
SVIZZERA
14.04.2021 - 17:020

Accordo quadro: data e delegazione ancora da stabilire

L'ha chiarito il portavoce del Consiglio federale André Simonazzi.

BERNA - Ci sarà senz'altro un incontro a livello politico tra il Consiglio federale e la presidenza Ue in merito all'accordo istituzionale tra Berna e Bruxelles, ma data e composizione della delegazione non sono ancora definite.

Lo ha dichiarato oggi al termine della seduta governativa il portavoce del governo, André Simonazzi, che non ha confermato le illazioni degli scorsi giorni riportate dai media, ossia che il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, avrebbe fatto il viaggio fino in Belgio assieme al collega Ignazio Cassis e, forse, anche in compagnia di Karin Keller-Sutter.

La data del 23 di aprile per i colloqui col Consiglio federale confermata dall'Ue, ha spiegato Simonazzi, significa solo che quel giorno è prenotato per questo incontro, ma non che si tratta di una scadenza ormai definitiva. Insomma, nei prossimi giorni, come promesso dal vice cancelliere della Confederazione, ne sapremo di più sia sulla data esatta sia sulla composizione della delegazione governativa.

Per quanto riguarda l'accordo istituzionale, o quadro, tra la Svizzera e l'Unione europea, rimangono aperti ancora alcune elementi come gli aiuti di Stato, le misure fiancheggiatrici - ossia la protezione del mercato del lavoro e dei salari - e la direttiva sulla cittadinanza europea.

Le resistenze da parte elvetica, provenienti da diversi partiti e dai sindacati, hanno convinto il Consiglio federale a chiedere chiarimenti all'Ue. L'Ue ha più volte sostenuto di essere pronta a parlarne, ma non a rinegoziare l'accordo.

L'11 aprile scorso, in un'intervista concessa al settimanale "SonntagsBlick", il ministro degli esteri Ignazio Cassis aveva dichiarato di volersi recare a Bruxelles insieme col presidente della Confederazione Parmelin per i colloqui conclusivi riguardanti l'accordo quadro tra Svizzera e Ue. «Nessun altro consigliere federale conosce il dossier così bene come me», aveva sostenuto il ticinese.

La segretaria di Stato Livia Leu ha condotto sei tornate di discussioni sostanziali e il Consiglio federale sta attualmente analizzando i risultati di questi chiarimenti, aveva sottolineato Cassis. Poi il governo farà il punto della situazione.

Non si può sapere quanto durerà questa fase, aveva puntualizzato il capo della diplomazia elvetica. Solo al termine di questa discussione sostanziale si deciderà chi andrà a Bruxelles. Secondo il ticinese, lo spazio di manovra a livello politico è maggiore di quello dei segretari di Stato. «I negoziati di solito iniziano a livello tecnico e finiscono con una decisione politica», aveva affermato Cassis.

Il consigliere federale non si è espresso su un possibile piano B in caso di fallimento dell'accordo. Come ha più volte detto al settimanale, «ogni negoziazione ha come possibile esito un successo o un mancato successo. Chi negozia duramente deve anche aspettarsi un fallimento». Un eventuale piano B potrà essere discusso solo dopo aver esaminato «ciò che l'UE è pronta a concedere».

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