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20.01.2021 - 13:450
Aggiornamento : 17:15

Per il Governo PostFinance va privatizzata

È la risposta a chi ha sollevato dubbi sull'ingresso nel mercato creditizio e ipotecario

Ciò consentirebbe di sviluppare ulteriormente PostFinance e di trasformarla in una vera e propria banca commerciale orientata alla clientela svizzera.

BERNA - PostFinance va verso la privatizzazione. Dopo aver valutato i risultati della consultazione, il Consiglio federale ha deciso di aggiungere un elemento importante al progetto di "revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta (LOP)": l'ingresso di PostFinance sul mercato creditizio e ipotecario deve essere accompagnato dalla cessione della partecipazione maggioritaria della Posta (e quindi indirettamente della Confederazione) a PostFinance.

In questo modo il Consiglio federale tiene conto dei dubbi espressi da numerosi partecipanti alla consultazione in merito alla costituzionalità, alla neutralità della concorrenza, al federalismo e alla stabilità del mercato finanziario. Siccome lo scorporo di PostFinance dal gruppo Posta presuppone una riorganizzazione del servizio universale con le prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti, occorre dapprima modificare la legge sulle poste.

Dal 5 giugno al 25 settembre 2020, il Consiglio federale ha posto in consultazione il suo progetto di revisione parziale della LOP. La consultazione ha confermato le previsioni del Consiglio federale: PostFinance e la Posta Svizzera in generale si trovano a dover affrontare grandi sfide. Tutte le parti interessate hanno riconosciuto una necessità d'intervento.

Una percentuale importante dei 69 partecipanti alla consultazione (26 Cantoni, 6 partiti politici, 7 associazioni mantello dei Comuni, delle città, delle regioni di montagna e dell'economia, nonché ulteriori 30 cerchie interessate) era tuttavia del parere che il progetto del Consiglio federale non fosse sufficientemente approfondito ed equilibrato. Sono state espresse, tra l'altro, perplessità rilevanti circa la costituzionalità, la neutralità della concorrenza, il federalismo e la stabilità del mercato finanziario. Tutte queste riflessioni sono in relazione al controllo statale (indiretto) su PostFinance.

Nella sua seduta del 20 gennaio 2021, il Consiglio federale ha perciò deciso di aggiungere un elemento importante al progetto. Oltre alla disposizione che vieta a PostFinance di operare sul mercato creditizio e ipotecario, deve essere revocata anche la prescrizione della LOP secondo cui la Posta Svizzera deve detenere la maggioranza del capitale e dei voti di PostFinance. Ciò consentirebbe di sviluppare ulteriormente PostFinance e di trasformarla in una vera e propria banca commerciale orientata alla clientela svizzera.

La privatizzazione di PostFinance significa nel contempo lo scorporo dal gruppo Posta. L'attuale stretta interdipendenza e collaborazione tra PostFinance e le altre società del gruppo per la fornitura del servizio universale con prestazioni del servizio postale e del traffico dei pagamenti devono essere di conseguenza adeguate. Questo passo presuppone una revisione delle disposizioni sul servizio universale sancite nella legge sulle poste (LPO). Il Consiglio federale ha perciò incaricato il DATEC di elaborare nel corso dell'anno, d'intesa con il DFF (AFF), proposte concrete atte a sviluppare ulteriormente il servizio universale nei settori dei servizi postali e del traffico dei pagamenti.

Inoltre il Collegio ha deciso di aggiungere al progetto una disposizione che permetta alla Confederazione di sostenere la Posta nell'attuazione della legislazione "too big to fail". Considerata un istituto finanziario di rilevanza sistemica, PostFinance è tenuta a soddisfare severi requisiti patrimoniali. A seguito del loro minore rendimento, la Posta e PostFinance non sono in grado di fornire integralmente, in modo autonomo e nei tempi debiti i fondi propri supplementari richiesti dalla FINMA. Di conseguenza, in qualità di proprietaria (indiretta) di PostFinance, in caso di fallimento la Confederazione deve assicurare la copertura della carenza restante nei fondi propri. Questa garanzia deve essere limitata nel tempo e nell'importo nonché corrisposta alle usuali condizioni di mercato.

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