Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
GINEVRA
53 sec
Aeroporto di Ginevra: cancellati 56 posti di lavoro
La crisi innescata dal Covid ha pesato sullo scalo ginevrino: «Prevista una perdita di almeno cento milioni di franchi».
SVIZZERA
1 ora
Gli Stati danno ragione a Marina Carobbio: «Servono più medici»
Con una maggioranza risicata la Camera alta ha accolto una mozione della senatrice socialista.
SVIZZERA
1 ora
Altri 391 casi, ma la percentuale dei positivi è in calo
Il totale dei contagi dall'inizio dell'emergenza sale a 51'492. Le vittime sono almeno 1'776.
SVIZZERA
2 ore
Cantone che vai, misure anti-Covid che trovi
Berna dà il via libera ai grandi eventi, ma solo con la mascherina. E nel contempo riapre i "drive in".
BERNA
2 ore
La pioggia non ferma Parlamotion: partecipano in 45
È stato stabilito il record di partecipazione da parte dei parlamentari
SVIZZERA
2 ore
BNS: avanti con il contrasto del franco forte
La valutazione della moneta nazionale rimane «persistentemente elevata». Fusione UBS-CS? Solo «voci».
SVIZZERA
2 ore
Personale di volo e i danni della quarantena
Le associazioni di categoria chiedono di rivedere le norme, altrimenti si rischiano numerosi licenziamenti.
VAUD
3 ore
Attivisti per il clima condannati dal Tribunale cantonale
I giudici hanno inflitto pene pecuniarie ai giovani che avevano occupato una succursale del Credit Suisse.
SVIZZERA
3 ore
Piovono (altri) milioni sulla cultura
Il Consiglio degli Stati ha votato un credito supplementare di 22.4 milioni per il quadriennio 2021-2024.
SVIZZERA
3 ore
La Legge sull'asilo non cambia
Il Consiglio nazionale ha bocciato oggi una proposta degli Stati che richiedeva un giro di vite.
SVIZZERA
09.08.2020 - 09:070
Aggiornamento : 15:03

«La pandemia ha logorato i nervi degli svizzeri»

Che sono più stanchi e facili alla rabbia (anche sui social), ne è convinto Alain Berset: «Anche per noi è difficile»

BERNA - È passata la fase dell'unità nazionale, i nervi della popolazione elvetica tornano a essere più tesi e la gente si arrabbia facilmente - anche con le autorità - perché frustrata da una situazione che non sembra aver termine: è l'analisi del consigliere federale Alain Berset, che fa il punto sul momento coronavirus in Svizzera.

«Siamo tutti preoccupati, lo capisco», afferma il responsabile della sanità federale in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag. «La maggior parte di noi non ha mai sperimentato niente di simile a questa pandemia. L'incertezza è durata a lungo, e si sente».

Berset dice di percepire anch'egli un tono più aggressivo fra cantoni e Confederazione, fra politica e mondo accademico, nonché sulle reti sociali: l'umore è cambiato. «Tra marzo e aprile abbiamo avuto un periodo di unità, è stato il culmine della crisi. La coesione è stata impressionante. Dopo di che, le discussioni sono ricominciate».

«Questo è importante in una democrazia», riconosce il 48enne, che insieme agli altri membri dell'esecutivo si è arrogato vasti poteri sulla scia dell'epidemia, suscitando anche non poche critiche. «Ma al momento si sente che i nervi sono tesi, ci vuole davvero poco perché la gente si arrabbi».

Le accuse mosse all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per la pubblicazione di dati sbagliati hanno a suo avviso anche a che a fare con la frustrazione: «All'inizio, molti pensavano che la situazione di crisi sarebbe presto finita. Ora invece continua, non c'è una fine vicina. La stanchezza si fa sentire. In questa situazione arriva qualche numero sbagliato - uno sfortunato errore - e piovono critiche».

Berset non nasconde che vi sia una certa stanchezza: «Ci sono stati e ci sono momenti in cui i nostri funzionari sono sotto pressione. Anch'io raggiungo spesso i miei limiti. Dopo tutto, siamo tutti solo persone e viviamo ogni giorno con questa incertezza. Questo è un onere per tutti, anche per il Consiglio federale e l'amministrazione».

Secondo il responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) la raccolta dei dati medici - nell'ambito di 26 sistemi sanitari cantonali - rappresenta un problema già in tempi normali. "C'è da migliorare, questo è sicuro. Ma non tutto può essere costruito così rapidamente".

Intanto però - chiosa l'intervistatore - Zurigo sembra essere più veloce, per esempio andando a cercare direttamente i dati dei passeggeri che arrivano all'aeroporto. «Una competizione tra Confederazione e cantoni non mi sembra necessaria», osserva Berset, «siamo tutti nella stessa barca, impariamo e ci sosteniamo l'un l'altro».

«La situazione oggi ha poco a che fare con quello che abbiamo vissuto a febbraio e marzo», si dice convinto il politico friburghese sposato e padre di tre figli, «Ora sappiamo cosa serve per proteggere noi stessi e gli altri. Abbiamo le cose in mano. Una situazione come quella di marzo non dovrebbe mai più ripetersi. Allora c'erano fino a 1500 nuovi casi positivi al giorno e quelli non noti erano chiaramente più numerosi. Oggi facciamo test gratuiti anche quando i sintomi sono scarsi e abbiamo molti meno casi».

«Direi che abbiamo la situazione sotto controllo», riassume quindi Berset. In autunno vi sarà la seconda ondata? «Non lo so», risponde, «ma stiamo facendo tutto il possibile per evitarlo. I test e il tracciamento sono fondamentali. Non dobbiamo mai fermarci finché l'epidemia non sarà finita. L'obiettivo è di evitare di dover chiudere tutto, come abbiamo fatto in marzo».

 

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-09-24 14:23:52 | 91.208.130.85