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VAUD
07.12.2017 - 16:360

Infondate le accuse di conflitto di interessi per de Quattro

LOSANNA -  Le accuse di conflitto di interessi mosse contro la consigliera di Stato Jacqueline de Quattro nella vertenza che oppone da alcuni mesi i due colossi vodesi dell'edilizia Bernard Nicod e Orllati sono «infondate»: lo indica oggi il governo vodese.

In una lettera indirizzata il 1. dicembre alla presidente dell'esecutivo cantonale Nuria Gorrite, l'ex caporedattore del giornale 24 heures e attuale consulente nella comunicazione Fabien Dunand ha rimproverato a Jacqueline de Quattro un "conflitto di interessi" nella vicenda Orllati-Nicod, nonché chiesto alla consigliera di Stato PLR di evitare in futuro di occuparsi della questione. Problematici, a suo avviso, sono i legami intrattenuti dalla de Quattro con il portavoce del gruppo Orllati, Marc Comina.

In una serie di lettere anonime inviate alle autorità e ai media vodesi, Dunand - che nel frattempo ha rivelato di esserne l'autore - ha accusato l'impresa Orllati di aver gravemente inquinato le acque e una zone protetta di Biolay-Orjulaz (VD), utilizzando una cava locale per depositarvi scorie di cantiere, «senza provocare reazioni da parte delle autorità cantonali».

Il procuratore che ha svolto l'inchiesta è giunto alla conclusione che le testimonianze di cui l'ex caporedattore ha riferito sono infondate, imprecise o non verificabili ed ha archiviato il caso nel maggio scorso. Contro questa decisione, Dunand ha presentato ricorso presso il Tribunale federale.

Dal canto suo, il gruppo Orllati ha presentato denuncia contro Dunand e il concorrente Bernard Nicod per calunnie. Il Cantone, a sua volta, ha sporto denuncia per diffamazione contro l'ex giornalista.

Interrogato in marzo dagli inquirenti, Dunand ha rifiutato di rivelare le proprie fonti. Nel suo cellulare sono invece stati rilevati i contatti con Nicod e il direttore della sua azienda.

Il conflitto fra i due promotori edili sarebbe collegato alla prevista costruzione a Chavannes-près-Renens (VD) di un grattacielo "verde" di 117 metri - firmato dallo studio di architettura milanese Stefano Boeri - che avrebbe dovuto essere realizzato congiuntamente dalle due imprese.

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