Tamedia
SVIZZERA
08.02.2021 - 09:580
Aggiornamento : 10:21

La Postcard si unirà alla Mastercard (e si potrà usare anche all'estero)

La novità sarà introdotta il prossimo anno per i clienti di Postfinance

Il CEO parla della prevista privatizzazione, ritenendolo un buon passo che avrà però un costo

ZURIGO - PostFinance è pronta a offrire un servizio universale anche una volta che sarà privatizzata, ma quest'offerta avrà un costo e il suo prezzo va stabilito prima, a beneficio degli investitori. Lo afferma il Ceo Hansruedi Köng, commentando i progetti del Consiglio federale.

In un'intervista pubblicata oggi dal Tages Anzeiger e altre testate consorelle il dirigente ha parole positive per i piani del governo. «È un buon segno che il Consiglio federale veda la necessità di agire. Ha identificato i giusti punti di intervento. Il divieto di credito deve essere eliminato, c'è bisogno di una discussione sui servizi di base e sulla privatizzazione». Quest'ultimo passo secondo Köng economicamente ha buone chance: ma «politicamente non voglio avanzare previsioni», aggiunge. A suo avviso sul tema del servizio universale serve un «dialogo costruttivo».

Ma la Svizzera ha bisogna di un'ulteriore banca privata? «PostFinance già esiste. La questione è se dobbiamo darle la possibilità di svilupparsi o se dobbiamo ridurla a un apparato statale che impegna sei miliardi di franchi di capitale e non rende quasi niente».

«La questione del mandato del servizio universale deve essere chiarita prima della privatizzazione», prosegue il manager il cui stipendio - non lontano da un milione di franchi, il doppio di quello di un consigliere federale - è spesso oggetto di discussione. «Questo compito è un fattore di costo importante per noi oggi. PostFinance può continuare a svolgere un mandato di base anche dopo la privatizzazione. Ma deve anche essere chiaro a quali condizioni. Gli investitori dovrebbero poterle conoscere».

«Il costo netto del servizio universale della Posta è di circa 280 milioni di franchi e una parte sostanziale di questo è rappresentata dal traffico dei pagamenti», prosegue il dirigente della filiale del gigante giallo. Una volta privatizzata, PostFinance potrebbe puntare per esempio sui mutui. «A medio termine ipotizziamo un volume ipotecario di circa 50 miliardi di franchi. Se potessimo aumentare il nostro margine su questo dello 0,4%, guadagneremmo 200 milioni di franchi in più all'anno. Allora la banca sarebbe anche interessante per gli investitori».

Intanto l'autorità di vigilanza Finma chiede di migliorare la situazione dei mezzi propri e PostFinance vorrebbe ridurre il bilancio: facendo passare alla cassa i clienti. «Abbiamo per esempio poco tempo fa abbassato la soglia oltre la quale si pagano interessi negativi». Un piccolo miglioramento per il consumatore arriverà per contro sul fronte della carta PostFinance, nei pagamenti all'estero. «Dal prossimo anno sarà combinata con le funzioni della Mastercard di debito accettata a livello internazionale».

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