Keystone
SVIZZERA
22.08.2018 - 06:050
Aggiornamento : 30.08.2018 - 09:04

Rimborsi, danni e ritardi: «Spesso le compagnie aeree provano a non rispondere»

L'esperto di AirHelp spiega cosa fare in caso di grane con i voli. Fare causa al vettore non è l'ultima delle opzioni

ZURIGO - Aerei in ritardo, voli cancellati e rimborsi ai quali bisogna correre dietro rovinando quel che resta del relax delle vacanze: viaggiare in aereo può trasformarsi in un incubo se non va tutto secondo i piani. Un esperto del portale AirHelp, che offre assistenza ai passeggeri in materia di risarcimenti, ha risposto in una live chat alle domande più frequenti sul tema poste dei lettori di 20 Minuten.

Come chi chiede che cosa fare se una compagnia non risponde alle nostre richieste di rimborsi o indennizzi. Philippe Strässle conferma quello che è il dubbio di tutti: «spesso» le compagnie aeree adottano la «tattica» di non rispondere nella speranza che i passeggeri lascino perdere. Ad Andrea, che aspetta 1'300 franchi di rimborso da Ryanair per un volo annullato, a Nico, che invia email invano per un risarcimento, e ad Andreas, che chiede i danni alla TAP per il ritardo di 4 ore del suo volo Brasile-Svizzera, l’esperto consiglia di fare causa: la compagnia a quel punto «si attiverà», assicura. Per le spese nessuna paura: «In Svizzera in prima istanza se ne occupa il giudice di pace, per il quale non hai bisogno di un avvocato», spiega Strässle ad Andrea.

Ma a partire da che momento un ritardo è tanto grande da dare diritto a un risarcimento? «Se sei effettivamente arrivato più di tre ore dopo l’orario previsto e il ritardo non è imputabile a cause straordinarie hai diritto a un risarcimento», conferma l’esperto a Stefan.

Su queste «cause straordinarie» o «non influenzabili» che possono determinare anche un annullamento, però, ci possono essere opinioni differenti. Come il maltempo. Ancora una volta, le compagnie tendono «spesso» a usarlo come scusa in una prima risposta per spingere il cliente a gettare la spugna, ma non sempre i vettori hanno cattive intenzioni. A Roger - che ha visto il proprio volo EasyJet per Madera rimanere a terra per via delle condizioni meteo nell’arcipelago portoghese, mentre altri vettori vi atterravano senza problemi - Strässle spiega che è possibile che il tipo di aereo della low cost non potesse atterrare mentre quelli di altre compagnie, magari più piccoli, potevano farlo. AirHelp fornisce risposte anche in merito a questi casi, ricorda l’esperto.

Riguardo al capitolo overbooking e l’eventualità di non poter partire perché ci sono più passeggeri prenotati che posti sull’aereo, infine, le notizie non sono così buone. «Legalmente le compagnie aeree sono obbligate a cercare dei passeggeri che accettino volontariamente di essere riprenotati sul volo successivo», premette Strässle. «Purtroppo, però, non c’è garanzia che non sia proprio tu a dover scendere dall’aereo», sottolinea. Il consiglio: «Fare sempre checkin online il giorno prima e non fare il controllo passaporti all’ultimo momento».     

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