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ZURIGOInvestì una poliziotta: «È schizofrenico, va curato»

08.03.22 - 16:32
Il ventiduenne aveva travolto e ferito gravemente l'agente a un posto di blocco di Winterthur nel 2019.
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Fonte ats
Investì una poliziotta: «È schizofrenico, va curato»
Il ventiduenne aveva travolto e ferito gravemente l'agente a un posto di blocco di Winterthur nel 2019.
Il Tribunale distrettuale lo ha comunque ritenuto colpevole di tentato assassinio, sospendendo la pena in favore di una terapia stazionaria.

ZURIGO - Un ventiduenne che nel 2019 a Winterthur (ZH) aveva investito a un posto di blocco una poliziotta, ferendola gravemente, è stato riconosciuto colpevole di tentato assassinio. Il giovane soffre di schizofrenia e il tribunale di prima istanza ha sospeso la pena in favore di una terapia stazionaria.

La condanna emessa dal Tribunale distrettuale ammonta a 16 anni e tre mesi di detenzione. Il 13 ottobre 2019, l'accusato era penetrato in un garage di Neftenbach (ZH), impossessandosi di una BMW nera di grossa cilindrata.

Dopo aver dormito nell'auto e aver montato delle targhe rubate, si era messo alla guida fino a Coira per poi ritornare al punto di partenza a una velocità che ha raggiunto i 260 km/h.

Al suo arrivo la mattina presto a Winterthur, la polizia aveva organizzato un posto di blocco. Giunto in prossimità dei poliziotti, il ventenne si è dapprima fermato per poi ripartire, investendo la donna a una velocità di 40-50 km/h.

Un altro agente ha fatto appena in tempo a spostarsi di lato e a sparare un colpo di pistola in direzione dell'auto in fuga, subito seguita da diverse pattuglie, che in seguito sono riuscite a fermare lo scalmanato. Scaraventata sull'asfalto ad una distanza di diversi metri, la donna ha riportato gravi ferite e soffre tuttora delle conseguenze dell'impatto.

Nella sua sentenza, il Tribunale distrettuale di Winterthur ha ritenuto che l'accusato avrebbe potuto uccidere l'agente di polizia. Visto che soffre di una grave forma di schizofrenia paranoica, a sua volta causata dal consumo di stupefacenti, ha commutato la pena in una terapia stazionaria in una struttura chiusa.

La misura, conosciuta negli ambienti giudiziari anche come il "piccolo internamento", prevede che gli effetti della terapia siano valutati ogni cinque anni. Se necessario, la terapia può essere prolungata. Il ministero pubblico chiedeva per il giovane una condanna a 12 anni per il tentato assassinio. La difesa si è battuta per un massimo di quattro anni di detenzione, sostenendo che si è trattato di lesioni gravi.

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