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CRISI DEL GASSi dovrà discutere con l'Italia per l'accordo con Berlino

16.01.23 - 22:30
Per Berna, l'importante è garantire che i clienti elvetici non vengano discriminati in caso di ristrettezze
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Fonte ats
Si dovrà discutere con l'Italia per l'accordo con Berlino
Per Berna, l'importante è garantire che i clienti elvetici non vengano discriminati in caso di ristrettezze

DAVOS - Un accordo di solidarietà sul gas tra Svizzera e Germania richiederà un'intesa con l'Italia. Questa sera a Davos (GR) Berna ha accettato lo scenario richiesto da Berlino. Sarà quindi avviato il dialogo con Roma.

«Comprendiamo la richiesta tedesca», ha dichiarato il consigliere federale Albert Rösti alla stampa dopo un incontro con il suo omologo tedesco Robert Habeck, accompagnato dal collega Guy Parmelin. Berlino vuole un accordo che riunisca gli attori del mercato dell'Europa settentrionale e meridionale.

L'anno scorso, in occasione del WEF, un incontro simile tra Parmelin, l'allora ministra dell'Energia Simonetta Sommaruga e Habeck aveva portato alla volontà di negoziare un accordo di solidarietà. Ma entrambi i Paesi parlavano di un approccio bilaterale.

Ora la Germania auspica una via trilaterale. In particolare, perché Berlino non sacrificherebbe la sua industria soltanto per impedire una penuria in Svizzera, stando ad Habeck. Per Berna, l'importante è garantire che i clienti elvetici non vengano discriminati in caso di ristrettezze, ha detto dal canto suo il responsabile del Dipartimento federale dell'energia (DATEC), Albert Rösti.

Divergenze mantenute sui carri armati

La Svizzera vorrebbe anche essere maggiormente associata al mercato interno europeo dell'energia. Quest'ultimo «deve essere protetto», ha sottolineato Habeck, pur aggiungendo che la Germania è sempre disposta ad aiutare il vicino elvetico.

Dal canto suo, Berna non vuole cedere su un altro punto delle relazioni con Berlino. La Germania vuole sempre che la Svizzera la autorizzi a consegnare all'Ucraina carri armati con componenti elvetici, ma invano.

Berlino ha allora deciso di produrli in proprio. Occorrerà tuttavia attendere diversi mesi prima delle prime forniture. Habeck vorrebbe quindi che la Confederazione cambiasse idea e scegliesse una neutralità «giusta» e «utile» in questo conflitto.

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COMMENTI
 

Gianca_Zurzi 1 anno fa su tio
Il gas tedesco si' ma lasciare che la Germania dia i carri armati svizzeri all'ucraina no. Partecipare al mercato libero europeo per accedere al gas si', ma firmare i bilaterali no. E ancora siete convinti con questa neutrlità? Questo si chiama stare con un piede di qua e uno di la a seconda della convenienza, non neutralità

Blackad 1 anno fa su tio
Risposta a Gianca_Zurzi
Secondo la legge sul materiale bellico l'autorizzazione per l'esportazione non viene rilasciata se il Paese destinatario è implicato in un conflitto armato internazionale. La Russia e l'Ucraina sono coinvolte in un conflitto di questo tipo. In virtù del principio della parità di trattamento ai sensi del diritto della neutralità e della legge sul materiale bellico non è possibile autorizzare esportazioni dalla Svizzera in Ucraina; ne consegue che non può essere autorizzata neanche una riesportazione di materiale bellico svizzero da parte della Germania e della Danimarca.

Gianca_Zurzi 1 anno fa su tio
Risposta a Blackad
si certo, e secondo la legge elvetica i russi possono ancora fare affari in ch.... Con queste premesse cosa ti aspetti dai tedeschi e dalla UE?

Acheronta Movebo 1 anno fa su tio
Risposta a Gianca_Zurzi
Hai ragione dovremmo tenere entrambi i piedi di qua

M70 1 anno fa su tio
la CH deve fare e dare a tutti, calare i pantaloni, ecc. la CH non ha diritti.. e i ns politici accettano..poveri noi

Acheronta Movebo 1 anno fa su tio
Articoli e articoli sul 'ricatto del gas russo' ma il ricatto del gas tedesco non suscita nessuna reazione! La neutralità Svizzera sarà solo 'giusta' quando fa comodo a Habeck?? Ma mi faccia il piacere!
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