SVIZZERAPublic Eye chiede il divieto assoluto di esportazione dei pesticidi

03.12.22 - 12:13
La denuncia dell'ONG: l'industria elvetica continua a vendere all'estero prodotti vietati
Depositphotos (fotokostic)
Fonte Ats
Public Eye chiede il divieto assoluto di esportazione dei pesticidi
La denuncia dell'ONG: l'industria elvetica continua a vendere all'estero prodotti vietati

BERNA - La ONG terzomondista Public Eye chiede il divieto assoluto di esportazione dei pesticidi dalla Svizzera poiché, malgrado l'inasprimento delle norme in vigore dal 2021, l'industria elvetica continua a vendere all'estero pesticidi vietati.

Dal gennaio del 2021, l'esportazione di un centinaio di pesticidi vietati in Svizzera è soggetta ad autorizzazione. Tuttavia, decine di sostanze pericolose vietate nella Confederazione non sono interessate dall'inasprimento della legge e continuano a essere esportate, critica Public Eye in un comunicato stampa odierno.

Secondo i dati a disposizione di Public Eye, circa 90 pesticidi proibiti in Svizzera e nell'UE possono essere liberamente esportati dalla Svizzera, rimanendo invisibili per le autorità e l'opinione pubblica. Per impedire questo genere di affari è quindi necessario un divieto assoluto di esportazione e una sua applicazione rigorosa sia in Svizzera che nell'UE.

Sostanze come il tiametoxam, il diquat, il propiconazolo e il clorotalonil sono vietate in Svizzera da oltre dieci anni e non sono ammesse nemmeno nell'UE per i prodotti fitosanitari. Ma - nota l'organizzazione terzomondista - per l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) possono essere vendute dalle aziende esportatrici sotto la propria responsabilità senza licenza di esportazione e senza dichiarazione di esportazione.

Mancanza di statistiche - L'UFAM afferma di non disporre di statistiche sulle esportazioni di pesticidi. In linea di principio, secondo l'autorità, i pesticidi la cui esportazione non è vietata possono essere venduti all'estero dalla Svizzera in conformità con le disposizioni dell'ordinanza sulla riduzione del rischio chimico. Per l'esportazione di pesticidi con determinati ingredienti attivi, si applica l'obbligo di notifica o di autorizzazione all'esportazione.

Secondo Public Eye, l'UFAM, quale autorità di rilascio delle licenze, ha ad esempio permesso all'azienda agrochimica Syngenta di esportare più di 10 tonnellate di prodotti fitosanitari a base di triasulfuron, nel 2021 e nel 2022. L'erbicida prodotto a Monthey (VS) era destinato all'Algeria e alla Tunisia, dove viene utilizzato nella coltivazione dei cereali.

L'UFAM ha confermato all’agenzia Keystone-ATS che l'esportazione di circa 10 tonnellate di prodotti fitosanitari contenenti triasulfuron è stata approvata per il 2021 in base alle disposizioni di legge. Uno dei requisiti per l'esportazione è il consenso esplicito dell'autorità del Paese importatore per l'introduzione del prodotto fitosanitario.

COMMENTI
 
Mirschwizer 1 mese fa su tio
Manifesteranno sicuramente Come faranno queste persone ad incollarsi per terra nei campi ... non si incollano ... si sotterrano fino al collo. 🤣🤣🤣
Chris_El_Suizo 1 mese fa su tio
La soluzione è molto semplice, se determinati prodotti son stati vietati in Svizzera e nell`Unione Europea perché risultati molto più nocivi che utili, allora bisogna anche vietarne la produzione su suolo elvetico ed europeo e la conseguente esportazione, anche perché poi importiamo frutta e verdura da quei paesi fuori dall`UE come Marocco, Sudafrica ecc... e finiamo ancora per esser esposti a queste sostanze nocive nonostante siano proibite.
Emib5 1 mese fa su tio
Non avrei mai creduto di poter essere d'accordo con te. Sappi però che questa scelta, coh condivido in pieno, va contro gli interessi della economia svizzera e quindi della Svizzera nel suo insieme, posti di lavoro, imposte delle ditte, ecc.
Chris_El_Suizo 1 mese fa su tio
Alla fine nemmeno più di tanto, si parla poi solamente di una piccola fetta della produzione agrochimica, non è che chiuderebbero industrie intere anche perché nessuno produce esclusivamente questi prodotti, sono industrie potenti e con grandi disponibilità finanziarie e sicuramente saprebbero diversificare la produzione spostandola su prodotti omologati.
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