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SVIZZERAInfettato dal vaiolo delle scimmie. Il racconto: «Un dolore lancinante»

19.08.22 - 12:00
Il numero di casi di vaiolo delle scimmie in Svizzera è salito a 392. R.M. è tra loro: «Non ho mai provato un dolore simile in vita mia».
20 Min
Infettato dal vaiolo delle scimmie. Il racconto: «Un dolore lancinante»
Il numero di casi di vaiolo delle scimmie in Svizzera è salito a 392. R.M. è tra loro: «Non ho mai provato un dolore simile in vita mia».

BERNA - Il messaggio che ha sconvolto R.M.*, cittadino elvetico residente a Berlino, è arrivato cinque giorni dopo un incontro occasionale con un uomo tedesco: «Mi ha contattato e mi ha detto di avere il vaiolo delle scimmie».

A seguito di un primo spavento, però, il nostro interlocutore dice di essersi calmato, «pensavo che non l'avrei preso anche io». Un'illusione rivelatasi falsa: il giorno dopo R.M. ha scoperto alcune vesciche nella zona genitale, e la mattina seguente ce n'erano già 30: «Avevano un aspetto orribile», racconta il 52enne, aggiungendo che «sono comparse anche nella zona del mento». Ma in quegli attimi, non erano le vesciche a farlo inorridire: «Il dolore era lancinante, come ricevere migliaia di coltellate, non ho mai provato un dolore simile in vita mia».

Da qui la decisione di rivolgersi a un medico, e la prescrizione di antidolorifici e di una pomata. Purtroppo per R.M., però, la situazione non è migliorata. Qualche giorno dopo, infatti, le vesciche sono scoppiate e si sono formate delle pustole. «Erano grandi fino a cinque centimetri»

«Isolamento e vergogna»
Vedendo i farmaci non funzionare, il 52enne è stato preso dall'ansia: «Ho pensato che sarei morto», racconta. Si è quindi rivolto a un altro medico, che lo ha immediatamente ricoverato in ospedale, dove gli è stato detto che si era sviluppata un'infezione: «Mi sentivo come un lebbroso, il personale dell'ospedale indossava tute protettive».

Oltre al dolore, ha detto, la malattia lo ha colpito anche psicologicamente. «Le tre settimane di isolamento e il senso di vergogna sono stati molto difficili. Anche dover dire al mio datore di lavoro che avevo contratto il vaiolo delle scimmie è stato brutto» racconta.

Dopo circa cinque settimane, il peggio è passato. Ma R.M. sente ancora adesso i postumi della malattia. «Ho delle cicatrici nella zona genitale. Non so se ne andranno mai». L'esperienza ha scosso profondamente il 52enne: «Non andrò mai più ad appuntamenti sessuali anonimi».

Il 26 luglio 2022, lo ricordiamo, il vaiolo delle scimmie è stato dichiarato emergenza sanitaria internazionale dal direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus. In Svizzera, il numero di casi ha raggiunto i 392 (cifra aggiornata al 17 agosto).

*nome noto alla redazione

Vaiolo delle scimmie, il punto

Signor Flepp*, come si trasmette il vaiolo delle scimmie?
«Il vaiolo delle scimmie si trasmette attraverso un contatto prolungato e ravvicinato con la pelle, di solito durante un rapporto sessuale. Qualsiasi persona, sia omosessuale che eterosessuale, può essere infettata dalla malattia. Finora, tuttavia, la maggior parte dei pazienti noti all'OMS risultano essere uomini omosessuali». 

Quali sono i sintomi noti?
«Molte persone colpite riferiscono di sintomi simil-influenzali, poi di pustole sulla pelle e linfonodi dolorosamente gonfi. Alcuni pazienti non presentano altri sintomi. Le pustole sul viso risultano particolarmente sgradevoli e fastidiose, quelle sui genitali o sull'ano causano talvolta un forte dolore».

Qual è il trattamento medico per l'infezione?
«La diagnosi è confermata da un test PCR (rilevamento del virus). Il trattamento è locale, con pomate e antidolorifici. In casi rari, con un decorso grave che porta all'ospedalizzazione, può essere somministrato un farmaco che inibisce la replicazione virale».* Markus Flepp è infettivologo presso il Centro per le malattie infettive della clinica Hirslanden.

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