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SVIZZERA«Un mancato aumento degli stipendi porterà a disordini sociali»

07.08.22 - 11:08
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
20 Minuten
Fonte ats
«Un mancato aumento degli stipendi porterà a disordini sociali»
La pandemia e la guerra in Ucraina hanno fatto esplodere i prezzi, ma i salari (per ora) restano gli stessi.
L'allarme del presidente dell'Unione sindacale svizzera Pierre-Yves Maillard: «Se le paghe non vengono aumentate ora ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi».

BERNA - Il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Pierre-Yves Maillard chiede un aumento dei salari. «Se i datori di lavoro non aumentano le paghe, ci saranno disordini sociali e politici», afferma in un'intervista pubblicata oggi dal domenicale "SonntagsZeitung".

Dapprima la pandemia di coronavirus ha portato a perdite salariali per molti, e ora la guerra in Ucraina sta causando aumenti dei prezzi «come non abbiamo visto negli ultimi trent'anni», nota il leader sindacale. Se i salari non vengono aumentati ora, ci saranno conseguenze disastrose per il mercato del lavoro e per i consumi, avverte Maillard.

Alcune persone - sottolinea - avranno «problemi reali» per coprire i costi fissi. «Pensate al riscaldamento, al cibo, ma anche ai premi dell'assicurazione malattia».

Il presidente dell'USS chiede quindi una compensazione totale del rincaro e un aumento dei salari reali. «Questo può variare da settore a settore», e in media è dell'ordine del cinque per cento, precisa Maillard. L'USS intende annunciare le sue richieste concrete all'inizio dei negoziati, in settembre. Senza una soluzione in questa direzione, azioni di lotta sono inevitabili, aggiunge.

Un aumento dei salari è inoltre necessario anche per evitare una recessione. La spesa per i consumi costituisce il 60% della creazione di valore aggiunto. «Se non si aumentano i salari, il potere d'acquisto diminuirà e i consumi crolleranno. Per questo l'aumento dei salari non è solo un obbligo sociale, ma anche una necessità economica», sottolinea Pierre-Yves Maillard.

COMMENTI
 
vulpus 1 mese fa su tio
La solita storia del gatto che si mangia la coda. La rivendicazione sindacale non poteva evidentemente di fare il solito sciacallaggio, sulla pelle della guerra. Ma ci rendiamo conto che nonostante la pandemia e ora la guerra i consumi non sono scesi? Che la gente non si preoccupa minimamente di valutare ciò che spende, a parte chi lo deve già fare per forza? Fare minacce di crolli di consumo è ridicolo. Magari sarebbe un toccasana, visto i continui presagi tragici in tutti i campi : ecologia, surriscaldamento, energia tutti campi che ne trarrebbero vantaggio.
ZioG. 1 mese fa su tio
Giusto aumentare i salari, ma solo ed esclusivamente a chi lavora e vive sul territorio Svizzero
M70 1 mese fa su tio
questo x i domiciliati sarebbe corretto ma in aggiunta bisogna ridare i posti di lavoro ai ticinesi!!
pag 1 mese fa su tio
CERTO, PECCATO CHE
pag 1 mese fa su tio
CERTO, PECCATO CHE QUELLA CHE MANCA AI TICINESI E' LA VOGLIA DI LAVORARE
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