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SVIZZERACellulari sempre più sorvegliati dalla polizia

24.06.22 - 23:41
Le forze dell'ordine hanno aumentato l'utilizzo delle intercettazioni per svolgere le indagini. Qualcuno si preoccupa.
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Cellulari sempre più sorvegliati dalla polizia
Le forze dell'ordine hanno aumentato l'utilizzo delle intercettazioni per svolgere le indagini. Qualcuno si preoccupa.
Alla base di queste pratiche c'è l'obbligo della conservazione dei dati da parte degli operatori di telefonia mobile. Martin Steiger: «È una forma di sorveglianza di massa».

ZURIGO - I cellulari dei cittadini svizzeri sono sempre più controllati dalla polizia. È quanto rivela un servizio condotto dal quotidiano zurighese Tages-Anzeiger pubblicato questa mattina. In alcuni cantoni questa pratica è stata addirittura quadruplicata durante gli ultimi anni. Il motivo? Un nuovo metodo d'indagine della polizia che ha come effetti collaterali l’intercettazione di molti dispositivi di cittadini innocenti. 

Ma chi fornisce questi dati sensibili alle forze dell’ordine? Tutto si svolge grazie al Servizio di sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (SCPT). Questa agenzia federale fornisce alle forze dell'ordine una piattaforma di sorveglianza. È facile da usare per gli utenti registrati e, come dimostrano le ricerche, il suo impiego è sempre più frequente.

Negli ultimi tre anni la polizia ha chiesto sempre più dati al SCPT. Le statistiche dei dipartimenti di giustizia e di polizia testimoniano questa tendenza. Sempre secondo l’inchiesta condotta dal giornale svizzero tedesco, a Zurigo il numero d'informazioni richieste è raddoppiato in tre anni, a Berna è triplicato e a Basilea è addirittura quintuplicato. L'anno scorso la polizia ha richiesto 300.000 informazioni sensibili. Con queste, la polizia può scoprire a chi appartiene il numero di cellulare, come viene utilizzato Internet e dove si trovano le persone indagate.

Nuovi approcci investigativi - In che modo i corpi di polizia giustificano un aumento così massiccio? Tages-Anzeiger ha interrogato alcuni agenti delle forze dell’ordine per chiedere una spiegazione.

I rappresentanti della polizia di Sciaffusa e della polizia di Berna sostengono che le scansioni delle antenne sono la causa più frequenti dell'uso del servizio SCPT. La polizia può rintracciare le persone ricercate tramite i collegamenti alle antenne. Di conseguenza, tutte le persone che si trovano nelle vicinanze dell'indagato vengono inglobate nell'indagine. Anche il portavoce di delle forze di polizia di Zurigo sostiene che «a seconda della natura e della strategia investigativa è opportuno avviare una ricerca delle antenne». 

Il detective di Basilea Martin Schütz sostiene invece che «semplici informazioni sulle connessioni degli abbonati o la registrazione di numeri di telefono per una persona consentono ai nostri detective nuovi approcci investigativi per risolvere i crimini».

Violazione della privacy - Contattato dal Tages-Anzeiger, l’avvocato Martin Steiger sospetta che i costi limitati potrebbero essere una delle ragioni principali dell'uso così frequente delle informazioni dei cellulari. Secondo Steiger, il portavoce della società che difende i diritti fondamentali dei cittadini nel mondo digitale, non ci sono più tasse per l’ottenimento delle informazioni dall'agenzia SCPT. Dati che solo fino a pochi anni fa costavano circa 250 franchi per ogni informazioni. Numeri di telefono, localizzazione e l’utilizzo d'internet degli utenti di telefoni cellulari forniscono alla polizia informazioni importanti.

Conservazione dei dati - Il SCPT agisce grazie alla legge federale che impone la conservazione dei dati in Svizzera dagli operatori di telefonia mobile. I fornitori di servizi di telecomunicazione devono salvare i dati dei clienti come numeri di telefono, dati sulla posizione e l’utilizzo d'internet per consegnarli in caso alla polizia. Steiger sostiene che la conservazione dei dati è «una forma di sorveglianza di massa, perché tutti vengono registrati senza motivo di sospetto». I dati vengono conservati per sei mesi. 

Monitoraggio «sconto» - Anche il presidente del partito pirata svizzero, Jorgo Ananiadis, ha affermato che le tariffe economiche nella sorveglianza hanno ridotto gli ostacoli posti alle forze dell'ordine. Il partito difende da anni la protezione della privacy della popolazione. Con pochi clic si possono visualizzare informazioni personali e localizzare i cittadini. È convinto che in questo modo verranno presi di mira persone del tutto innocenti.

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