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Giovani e bambini tra ansia, panico e stress

SVIZZERAGiovani e bambini tra ansia, panico e stress

14.06.22 - 08:30
Guerra, Covid, crisi economica, clima: sono tanti i fenomeni che influenzano i più giovani
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Fonte M. Djurdjevic / 20 Minuten
Giovani e bambini tra ansia, panico e stress
Guerra, Covid, crisi economica, clima: sono tanti i fenomeni che influenzano i più giovani
Vengono segnalati sempre più attacchi di panico, stress, ansia, ma anche pensieri suicidi: chi lavora nel settore è preoccupato

ZURIGO - L'inflazione, la pandemia di coronavirus e la guerra in Ucraina sono solo alcuni dei tanti fenomeni che di questo periodo stanno avendo delle ripercussioni negative sui giovani svizzeri.

Il problema è tanto ampio che l'associazione a sostegno dei diritti e delle esigenze dei bambini e dei giovani svizzeri, Pro Juventute, è notevolmente preoccupata.

«C'è un forte aumento dello stress psicologico e dei pensieri suicidi tra i bambini e i giovani. La nostra consulenza sui pensieri suicidi è ai massimi storici», ha dichiarato al quotidiano 20 Minuten la portavoce Lulzana Musliu-Shahin.

«È una crisi multipla»
L'associazione è in contatto giornalmente (in media) con sette tra bambini e giovani a causa di pensieri suicidi. Nel primo trimestre di quest'anno, inoltre, si è registrato un aumento del 30% delle consulenze relative all'ansia, rispetto all'anno precedente.

«Con la guerra in Ucraina, le paure si stanno intensificando tra le giovani generazioni», secondo Musliu-Shahin, ma non solo: quello che si sta vivendo ora con la guerra, la pandemia, la minaccia dell'inflazione e la crisi climatica è una crisi multipla, che sfida i bambini e i giovani nel loro sviluppo psicologico.

«Questa multi-crisi è particolarmente impegnativa per i bambini e i giovani, perché non hanno ancora sviluppato le stesse buone strategie che gli adulti hanno per affrontare, a livello mentale, queste situazioni», ha detto Musliu-Shahin, ribadendo quanto sia importante sostenere servizi come il 147 di Pro Juventute, che rafforzano la solidità psicologica di bambini e giovani.

«Uno sviluppo preoccupante»
Anche dal Telefono Amico (143) hanno notato un maggior carico all'inizio di quest'anno, con ansia e attacchi di panico che sono stati segnalati molte più volte, tra febbraio e giugno.

«Siamo preoccupati per questo sviluppo», ha detto a riguardo Matthias Herren, responsabile del Telefono Amico per la regione di Zurigo (Die Dargebotene Hand). «A causa della crescente domanda, vogliamo aumentare il personale. Attualmente stiamo formando altre persone che possano assistere le persone stressate al telefono, in chat e via mail». 

Una decisione importante anche per i collaboratori: «le discussioni su questi argomenti sono molto stressanti anche per il personale. Per questo è importante che possano elaborare le conversazioni con un supervisore o addirittura prendersi una pausa, se necessario», ha concluso Herren.

Le mosse della politica
Intanto, a Berna, c'è movimento: la consigliera nazionale del PS Sandra Locher Benguerel ha presentato di recente un'interpellanza a riguardo, scrivendo, tra l'altro, che «la percentuale di giovani con problemi mentali è più che raddoppiata negli ultimi anni. È allarmante. Attualmente, la guerra in Ucraina sta scatenando ulteriori timori».

I centri di consulenza per bambini e adolescenti e per giovani adulti sono però al limite. Ci vorranno anni per migliorare l'assistenza psichiatrica-psicoterapeutica. Come misura immediata - si può leggere nell'interpellanza cofirmata da 18 parlamentari - «è necessario ampliare i servizi dei centri dedicati e dei consultori, e mettere a disposizione più fondi».

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