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BERNAAnche gli hotel di città vanno sostenuti se in difficoltà

09.06.22 - 12:03
Lo prevede una mozione adottata oggi dal Consiglio nazionale per 129 voti a 49. Il dossier va agli Stati.
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Fonte ats
Anche gli hotel di città vanno sostenuti se in difficoltà
Lo prevede una mozione adottata oggi dal Consiglio nazionale per 129 voti a 49. Il dossier va agli Stati.

BERNA - Anche gli hotel ubicati nei centri urbani come Zurigo, Ginevra o Basilea dovrebbe poter beneficiare del sostegno concesso dalla Società svizzera di credito alberghiero (SCA). Lo prevede una mozione adottata oggi dal Consiglio nazionale per 129 voti a 49. Il dossier va agli Stati.

Attualmente, la SCA può concedere prestiti solo a strutture site in regioni turistiche e termali. La definizione esclude le grandi città e gli agglomerati urbani, ha spiegato Daniela Schneeberger (PLR/BL) a nome della commissione.

Queste restrizioni non corrispondono più alla realtà attuale. Anche Zurigo e Ginevra accolgono i turisti e sono il punto di partenza per escursioni in montagna, ha spiegato la deputata basilese. Non è più possibile fare una distinzione netta tra centri urbani e zone a vocazione turistica.

L'UDC e il Consiglio federale si sono opposti al testo. Per il ministro dell'economia, Guy Parmelin, diversi studi hanno dimostrato che ha senso limitare il sostegno finanziario alle regioni a forte vocazione turistica, soggette però a forti fluttuazioni stagionali, come il Vallese, i Grigioni e il Canton Berna.

L'industria alberghiera attiva nelle grandi città ha tratto grandi benefici dalle misure Covid e dal programma di rilancio del turismo, ha spiegato Parmelin. Inoltre, le condizioni quadro che regolano il settore nelle aree urbane sono molto interessanti, in particolare per quanto riguarda il settore immobiliare o il turismo durante tutto l'anno, ha proseguito, specificando che questi stabilimenti sono tra l'altro più redditizi.

Il calo degli affari registrato negli ultimi anni è temporaneo e legato alla pandemia di coronavirus, ha aggiunto - invano - il consigliere federale democentrista, secondo cui l'intervento dello Stato non si giustifica.

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