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SVIZZERATruffa, ex armatore della flotta svizzera alla sbarra

16.05.22 - 11:24
L'uomo, condannato a cinque anni di carcere in primo grado, ha fatto ricorso.
Imago
Fonte Ats
Truffa, ex armatore della flotta svizzera alla sbarra
L'uomo, condannato a cinque anni di carcere in primo grado, ha fatto ricorso.
Avrebbe causato perdite alla Confederazione per un totale di 204 milioni di franchi.

BERNA - È iniziato oggi al Tribunale cantonale di Berna il processo in appello a un ex armatore della flotta svizzera d'alto mare, condannato a cinque anni di reclusione in primo grado per una serie di reati economici. La sentenza è prevista per il prossimo 3 giugno.

L'uomo, nel luglio del 2020, era stato giudicato colpevole, tra le altre cose, di truffa, truffa in materia di prestazioni e ripetuta amministrazione infedele qualificata dal Tribunale penale economico bernese. Oltre alla pena detentiva, era stato condannato anche a pagare al Cantone un risarcimento di 1,2 milioni di franchi, in quanto i beni acquisiti illegalmente che gli avrebbero dovuto essere confiscati non erano più disponibili.

Inoltre, il tribunale ha ordinato all'ex armatore un versamento milionario a diversi querelanti privati, assolvendolo allo stesso tempo da numerose altre accuse, principalmente perché gli è stato riconosciuto che le sue azioni non erano mirate a un arricchimento personale. Nell'ottobre 2020 il diretto interessato - come peraltro numerose parti in causa - ha però presentato ricorso contro la sentenza, motivo per cui l'intero caso è ora in mano all'Alta corte bernese.

L'armatore possedeva una dozzina di navi fino al 2017. A partire dal 2015, la compagnia di navigazione e le singole società di gestione delle navi riscontrarono difficoltà finanziarie, scoperte dall'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE).

I tentativi di ristrutturazione fallirono e le imbarcazioni dovettero essere vendute. Le società e la compagnia di navigazione sono state liquidate nel 2017. In un rapporto del 2019, la Delegazione delle finanze ha stimato in 204 milioni di franchi le perdite subite dalla Confederazione, poiché Berna aveva assicurato le navi tramite fideiussioni.

Il tribunale di primo grado ha stabilito che l'armatore non è responsabile di un buco così grande. All'interno della sua rete aziendale, aveva però danneggiato, spostando denaro avanti e indietro e concedendo prestiti, diverse società svizzere a vantaggio di filiali estere. Il giudice ha dichiarato che l'ammontare del reato per amministrazione infedele era di circa 30 milioni, precisando che l'uomo aveva presentato alla Confederazione 56 conti annuali falsificati.

Al processo, la procura bernese aveva chiesto una pena detentiva di 7,5 anni. Dal canto suo, la difesa dell'armatore domandava l'assoluzione da tutte le accuse a suo carico.

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