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SVIZZERA / UCRAINAEcco come i social media stanno cambiando la visione della guerra

05.03.22 - 23:05
Oggi puoi seguire in diretta il conflitto in Ucraina, bypassando propaganda e fonti governative
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Ecco come i social media stanno cambiando la visione della guerra
Oggi puoi seguire in diretta il conflitto in Ucraina, bypassando propaganda e fonti governative
Due esperti di sicurezza e un sociologo spiegano come ciò influisca sulla nostra percezione e sul conflitto stesso

ZURIGO - Esplosioni, edifici distrutti, persone in fuga: la guerra in Ucraina non è solo sui media tradizionali. Anche le piattaforme social, da oltre una settimana, sono inondate di immagini, video e reportage dalla zona di guerra.

Con pochi clic su Snapchat, ad esempio, puoi vedere in tempo reale come le persone a Kiev si nascondano nelle stazioni della metropolitana. Su Instagram e Tiktok puoi trovare filmati di soldati e civili morti. Su Twitter, puoi ricevere aggiornamenti quotidiani sui colloqui di guerra direttamente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Le innumerevoli fonti, liberamente accessibili, rendono la guerra onnipresente. Ma in che modo ciò influisce sul conflitto e sulla nostra percezione dello stesso? Secondo la professoressa di sociologia Katja Rost, come si legge su 20 Minuten, i social media possono dare l'impressione che l'umanità stia scivolando da una grande catastrofe all'altra.

Per Niklas Masuhr, ricercatore presso il Center for Security Studies del Politecnico federale di Zurigo, i social media offrono una visione più trasparente della guerra: «Come civile, puoi seguirla come mai prima. Sei meno dipendente dalle fonti governative e giornalistiche». 

Il sovraccarico di informazioni come problema - «Sebbene la grande quantità di informazioni sia utile, deve prima essere riunita per formare un quadro generale», afferma Masuhr. Oltre a verificare le fonti, bisogna inoltre fare i conti con gli algoritmi dei social media, che non considerano l'effettiva rilevanza dei contenuti proposti. «Il rischio è che all'utente si presenti un quadro generale distorto».

Qualcosa di simile è stato osservato lo scorso fine settimana: «La gente ha diffuso sui social media diverse storie di successi militari degli ucraini. Il rinforzo algoritmico potrebbe aver fornito al pubblico un quadro più roseo di quanto non lo fosse in realtà».

Bypassare la propaganda russa - Julian Kamasa, ricercatore senior presso il Center for Security Studies del Politecnico, sostiene che il poter trovare ogni giorno migliaia di immagini di guerra sui social abbia un lato positivo: «I social media offrono l'opportunità di scoprire crimini di guerra e scovare i responsabili. I russi possono anche utilizzarli per aggirare parte della propaganda del loro leader - prosegue il ricercatore -. Negli ultimi giorni sono stati usati dai russi i luoghi d'interesse su GoogleMaps per postare commenti sulla reale situazione in Ucraina». Sono infatti apparsi numerosi messaggi contro la guerra, la Russia e Putin. Alcuni utenti hanno condiviso foto che mostrano la distruzione di edifici civili. Altri hanno sfruttato anche la funzionalità “domande e risposte”.

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