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Dopo Omicron si potranno accantonare le misure statali anti-Covid, come mascherine e test.
SVIZZERA
23.01.2022 - 08:560
Aggiornamento : 10:19

Le restrizioni anti-Covid statali saranno inutili, una volta arrivata l'estate e superata la sfida di Omicron

L'ex membro della Task force Marcel Tanner spiega che sarà fondamentale puntare sulla responsabilità individuale

ZURIGO - Una volta superata l'ondata di Omicron, con l'arrivo dell'estate le restrizioni anti-Covid statali non serviranno più, mascherine e test potrebbero presto diventare facoltativi: lo afferma Marcel Tanner, epidemiologo ed ex membro del gruppo di esperti (Task force) che consiglia il governo federale. A suo avviso più importante sarà puntare sulla responsabilità individuale.

Misure non necessarie, ma se ci si vaccina - I provvedimenti come la protezione obbligatoria del viso e il certificato Covid in modalità 2G non saranno più necessari «se continuiamo a vaccinarci e a fare il richiamo a sufficienza», afferma l'esperto in un'intervista pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. Il requisito per arrivarci è però che la società e ogni individuo si assumano le proprie responsabilità.

Il virus non scomparirà - Secondo Tanner «continueranno a esserci focolai di coronavirus, anche piccole ondate». Ma in futuro, tali focolai potrebbero essere controllati e contenuti con «misure mirate, selettive e volontarie». A suo avviso le imprese dovrebbero poi decidere da sole se, quando e a quali condizioni i dipendenti saranno tenuti a lavorare in azienda o a casa.

Il ricercatore, che ha già accompagnato scientificamente diverse epidemie precedenti in altri continenti, è convinto che anche i ristoranti prenderanno misure di propria iniziativa in caso di un altro focolaio locale. «Confido che la nostra società abbia questo temporaneo autocontrollo», afferma. Secondo lo scienziato, questo ha sempre funzionato nelle precedenti epidemie.

Basta ai test di massa - Stando a Tanner dopo l'ondata di Omicron si deve anche smettere di «testare ampiamente e raccogliere masse di dati». «Le previsioni non migliorano con l'enorme quantità di dati, ma provocano solo nuove paure». Lo specialista suggerisce che in futuro la diffusione del coronavirus sia monitorata solo con campionature casuali, cioè in modo simile all'influenza. In linea di principio, «solo coloro che hanno sintomi che fanno pensare al coronavirus dovrebbero essere testati», conclude l'epidemiologo.

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