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SVIZZERA
09.12.2021 - 19:490
Aggiornamento : 22:06

«Non si può mettere fine alla pandemia ora, ma alla crisi sì»

Il neoeletto presidente Ignazio Cassis spiega cosa può apportare, nell'attuale contesto pandemico, con il nuovo ruolo.

BERNA - Nuovo anno alle porte. E, come da tradizione, nuovo volto al vertice. Ieri il consigliere federale ticinese Ignazio Cassis è stato ufficialmente eletto, secondo rotazione e con 156 voti dall’Assemblea federale, alla carica di presidente della Confederazione. Un presidente, Cassis, che potrebbe apportare un twist in più nella gestione pandemica, secondo quanto da lui dichiarato al Blick. 

«Grazie al mio background professionale, ci capisco qualcosa e ho un vocabolario diverso rispetto agli altri consiglieri federali», ha spiegato Cassis, che è stato medico cantonale in Ticino dal 1996 al 2008. «Penso quindi che il mio contributo possa essere costruttivo, soprattutto nel motivare le decisioni prese, per farle comprendere meglio alla popolazione».  

E, per quanto riguarda un’eventuale obbligatorietà della vaccinazione per gruppi specifici, Cassis mette le mani avanti: «Al momento in Svizzera l'obbligo di vaccinazione non è nemmeno in discussione. Ma come medico so che potrebbe essere necessario. Questo dovrebbe però essere proporzionato: la situazione epidemiologica dovrebbe richiederlo, cosa che, attualmente, non è». Questo cambio di rotta rappresenterebbe un’importante intromissione nella libertà individuale, specifica Cassis, «ma ci sono state malattie trasmissibili nella storia che lo hanno richiesto. 

Cassis ha inoltre dichiarato che, vero, non si può mettere fine alla pandemia ora, ma alla crisi sì. «Bisognare fare le cose giuste per convivere con il virus. Ciò significa proteggersi, per esempio facendosi vaccinare». Ma anche la divisione creatasi nel nostro Paese è, secondo Cassis, ormai parte integrante della crisi: «Si dovrebbe accettare le opinioni diverse dalle proprie, senza che si creino problemi. Sono molto preoccupato dalle difficoltà che stiamo riscontrando nell’accettare punti di vista diversi». 

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