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Berna
08.12.2021 - 00:000
Aggiornamento : 08:03

Testamento biologico, un'arma «per non vivere come un vegetale»

La consigliera nazionale Verena Herzog: «Non ha senso che i pazienti finiscano in terapia intensiva se non lo vogliono»

BERNA - Elisabeth Vetsch, è una anziana di 75 anni. Da sempre è una corona-scettica. Insieme al marito ha contratto il virus e attualmente sta rifiutando di essere ricoverata in cure intense, nonostante stia affrontando un decorso grave della malattia, contratta durante una manifestazione anti-Covid.

Non è l'unica ad aver fatto questa scelta. 20 Minuten riferisce di un supervisore di un asilo nido nel canton Berna, il quale ha raccontato di non essere vaccinato e che, nel caso in cui dovesse contrarre una forma acuta del virus, si rifiuterebbe di andare in terapia intensiva: «Più si è anziani, minori sono le possibilità di sopravvivere al Covid una volta giunti in terapia intensiva. Non voglio continuare a vivere come un vegetale», ha raccontato.

Scelte che hanno reso d'attualità il dibattito sul testamento biologico. Siamo in piena quinta ondata, i letti sono pieni e già si parla di triage. In un contesto simile il testamento biologico potrebbe essere una soluzione. L'ospedale universitario di Zurigo, ad esempio, ha già notato che una parte dei pazienti ne ha già redatto uno. Si tratta di un documento che permette a chi lo redige di dare delle specifiche nel caso in cui un giorno necessiti di cure. «Uno strumento che aiuta i nostri specialisti, ma anche i familiari», ha spiegato la portavoce dell’ospedale Manuela Britschgi.

Il testamento biologico è entrato in vigore nel 2013, ma secondo la politica non si fa abbastanza informazione a riguardo. «Potrebbe essere molto utile in questo periodo», così si è espressa la consigliera nazionale dell'Unione democratica di centro Verena Herzog. «Non ha senso che dei pazienti finiscano in terapia intensiva se non lo vogliono». Sempre secondo la consigliera, un utilizzo più concreto di questo documento aiuterebbe gli operatori sanitari a capire quando fermarsi nelle cure.

Anche dal punto di vista medico il tema del testamento biologico è più che attuale e necessario. L'esperto di salute Erwin Carigiet ha affermato al portale 20 Minuten che non esiste una cura miracolosa in questa pandemia, «ma questo documento può motivare le persone a riflettere sulla propria morte, così da alleviare il peso sia sulle unità di terapia intensiva che sui parenti». Per il medico, in nessun caso va fatto un triage tra pazienti vaccinati e non vaccinati: «Farebbe a pezzi gli ospedali».

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