Keystone (archivio)
Sconfitta su tutta la linea.
ZURIGO
15.10.2021 - 15:530

Affare Paulsen, il tribunale dà ragione a TX Group

I giudici hanno respinto oggi la denuncia del miliardario svedese che si riteneva vittima di una campagna diffamatoria.

Per il Tribunale distrettuale di Zurigo tutti gli articoli redatti avevano «un interesse pubblico».

ZURIGO - I giornali del gruppo mediatico zurighese TX Group non hanno condotto una campagna contro Frederik Paulsen: il tribunale distrettuale di Zurigo ha respinto oggi la denuncia del miliardario svedese per lesioni illecite alla sua personalità, sottolineando che nessuno degli articoli incriminati lede alla personalità del querelante. La denuncia è stata respinta nella sua integrità, ha comunicato oggi il tribunale in una sentenza di 114 pagine.

Paulsen, presidente del gruppo farmaceutico Ferring con sede a St-Prex (VD), ritiene di essere stato vittima di una campagna mediatica diffamatoria condotta da parte di giornali di TX Group attraverso diverse decine di articoli tra il giugno 2018 e il febbraio 2019.

Viaggi con politici - Gli articoli incriminati riportano che il miliardario ha fatto diversi viaggi in Russia con politici svizzeri nella sua funzione di console onorario russo. Paulsen sostiene che questi reportage non siano di alcun interesse e che la sua personalità sia stata lesa. Ha quindi chiesto la cancellazione di tali articoli da tutti gli archivi.

Il tribunale distrettuale di Zurigo ritiene invece che gli articoli trattino temi politici ed economici per i quali "esiste un interesse pubblico" e cita, tra l'altro, i legami tra la politica e il mondo degli affari, la concessione di vantaggi ai politici, la tassazione forfettaria, l'esenzione fiscale, l'ottimizzazione fiscale e le costruzioni offshore.

Paulsen ha sostenuto davanti al tribunale che solo raramente ha cercato la pubblicità. Non è quasi mai apparso sulla stampa.

Persona d'interesse pubblico - Da parte sua la corte ritiene che il miliardario debba essere considerato una persona d'interesse pubblico. È un uomo ricco e presidente del consiglio di amministrazione di una grande società attiva a livello mondiale la cui sede è nel cantone di Vaud.

Inoltre, è console onorario di Russia. «La sua vita privata deve essere valutata più da vicino rispetto a quella di un contemporaneo sconosciuto», viene sottolineato nella sentenza.

Quest'ultima, inviata alle parti ieri, non è ancora passata in giudicato: un ricorso può essere presentato entro 30 giorni alla corte d'appello di Zurigo.
 
 

Commenti
 
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spike3.0 1 mese fa su tio
Uau...stasera dormo tranquillo
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