20min/Marco Zangger
ZURIGO
04.10.2021 - 23:320
Aggiornamento : 05.10.2021 - 01:33

Contagi a scuola: «Ho fatto di tutto per proteggere i miei figli»

Ha tre figli che hanno contratto il Covid. Anche lei, nonostante sia vaccinata, è stata male a causa del virus.

Una madre critica il «caos dei provvedimenti» nelle scuole. L'Ufsp: «L'attuazione delle misure è di competenza dei Cantoni»

ZURIGO - «La mia peggiore paura si è avverata». Una madre racconta a 20 Minuten gli sforzi profusi per proteggere i figli dal Covid. I ragazzi, tuttavia, sono a casa proprio a causa del virus. La zurighese ha quindi deciso di denunciare la situazione: «Vengono contaminati nelle scuole, è irresponsabile».

Per i più piccoli l'anno scolastico è iniziato senza obbligo di mascherina e senza test ripetuti: «Senza queste misure, i primi contagi sono arrivati in poco tempo», racconta la donna. La scuola, nonostante ciò, non avrebbe preso provvedimenti immediati. «Ho iniziato ad avere paura a mandare i bambini a scuola».

Per non strappare i ragazzi dal loro ambiente, li ha comunque lasciati andare alle elementari: «Ho dovuto accettare il fatto che avrebbero potuto finire in quarantena o che avrebbero potuto contrarre il virus. Ero sempre sulle spine».

Quando hanno mostrato i primi sintomi della malattia, la madre ha provveduto immediatamente a testarli. Risultato: tutti e tre positivi. Non solo, poco dopo anche lei si è ammalata, nonostante avesse completato il ciclo vaccinale.

Sminuire la malattia nei bambini - «Non ricordo l'ultima volta in cui i miei figli sono stati così male», ci tiene a precisare. La donna crede che la malattia nei più piccoli sia sottovalutata: «Sono rimasta scioccata». Ad eccezione del marito, tutta la famiglia ha sofferto di mal di gola, mal di testa e tosse grave. «Il maggiore è stato a letto per cinque giorni con 39 di febbre».

La donna è certa: «Hanno contratto il virus a scuola. Io e mio marito stiamo molto attenti anche se entrambi siamo vaccinati. Abbiamo sempre rispettato le misure di protezione e continuiamo a limitare i rapporti sociali. Insomma, l'infezione dei miei figli avrebbe potuto essere prevenuta con test rapidi o l'obbligo della mascherina».

«Servono regole uniformi» - Secondo la donna la scuola non è riuscita ad adottare in tempo utile misure valide a proteggere gli studenti. Trova incomprensibile che le scuole siano soggette a un mosaico di misure che varia da cantone a cantone e spesso anche da scuola a scuola. «In vista della fine della pausa autunnale, servono regole uniformi», conclude.

«Rare le conseguenze gravi» - Interpellato, l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) spiega: «I bambini e gli adolescenti generalmente mostrano pochi o nessun sintomo». La portavoce Katrin Holenstein aggiunge: «Le conseguenze gravi e a lungo termine sono rare e finora non quantificabili».

Secondo Holenstein, l'Ufsp promuove test ripetuti per controllare il tasso di infezione nelle scuole: «L'obiettivo della strategia è identificare e isolare i casi positivi il prima possibile». Inoltre, a seconda della situazione epidemiologica locale, si raccomanda un «pacchetto di misure» ad hoc. Ma aggiunge: «L'attuazione delle misure è di competenza dei Cantoni».

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-12-06 16:19:25 | 91.208.130.89