Immobili
Veicoli
Tipress
ULTIME NOTIZIE Svizzera
SVIZZERA
1 ora
Due tratte ferroviarie interrotte al di là delle Alpi
All'origine delle perturbazioni sulle tratte Berna-Olten e Burgdorf-Wynigen vi sono degli «incidenti».
SVIZZERA
1 ora
Il sì a Frontex? «È un segno di attaccamento all'Europa»
I giornali commentano i risultati usciti dalle urne ieri, soffermandosi sul (difficile) rapporto tra Svizzera e UE.
FOTO
SVIZZERA
2 ore
Fulmini, vento e grandine a Nord delle Alpi
I forti temporali si sono abbattuti in particolare nell'Oberland bernese e sulla Svizzera centrale.
SVIZZERA
3 ore
«Quando usciamo in passeggino la gente che lo vede pensa che sia vero»
Aisha, 19 anni, è una “mamma-reborn” con due bimbi che in realtà sono bambole iperrealistiche: «Non potrei vivere senza»
SVIZZERA
13 ore
Le "altre" votazioni, in 12 Cantoni
Voto ai 16enni, imposte eque, istruzione pubblica: l'esito delle iniziative cantonali di oggi
SVIZZERA
13 ore
Confermata la condanna a Dieudonné
Il comico francese dovrà pagare una multa per le sue affermazioni negazioniste sulle camere a gas
ZURIGO
15 ore
Zurigo dice sì alla controversa City Card per sans-papiers
Secondo il comitato referendario si tratta di un documento «illegale»
SVIZZERA
16 ore
Una bella domenica per il Consiglio federale
I tre temi in votazione sono tutti stati accettati dal popolo. Proprio come raccomandava il Governo.
ZURIGO
16 ore
Il Canton Zurigo dice no al voto ai 16enni e al congedo parentale di 18 settimane
Entrambi gli oggetti, benché i risultati siano ancora parziali, verranno respinti dalla popolazione cantonale.
VALLESE
17 ore
È arrivata la prima canicola dell'anno
A Visp sono stati registrati 30°C. Non erano mai stati raggiunti così presto.
GRIGIONI
17 ore
Governo fotocopia con una novità: nell'esecutivo torna una donna
Immutata la ripartizione dei seggi nel Consiglio di Stato retico: tre all'Alleanza del Centro, uno al PLR e uno al PS.
FOTO
ZURIGO
19 ore
Rinvenuto morto sotto una gru
Un uomo ha perso la vita questa notte ad Alstetten a causa di una caduta. La polizia cerca testimoni.
SVIZZERA
25.06.2021 - 11:480

Il 22% dei dipendenti della sanità viene dall'UE

Il sistema sanitario elvetico non potrebbe stare in piedi senza di loro, indica un rapporto della SECO.

L'accordo di libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione Europea sarebbe quindi di importanza vitale per il settore.

BERNA - Il settore sanitario elvetico dipende dai lavoratori stranieri. La libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Unione europea (UE) gioca quindi un ruolo centrale per garantire un buon funzionamento del sistema. Lo ha indicato oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) presentando a Berna il suo 17esimo rapporto al riguardo.

La crisi del Coronavirus ha mostrato la dipendenza e l'importanza della libera circolazione. Senza tale accordo, circa 34'000 frontalieri che lavorano nel sistema sanitario non avrebbero potuto entrare in Svizzera e garantire le cure mediche necessarie, ha sottolineato la SECO.

Complessivamente, nel 2020, il 22% dei circa 540'000 dipendenti del settore svizzero della sanità provenivano dall'UE e dall'Associazione europea di libero scambio (AELS). Si tratta soprattutto di specialisti altamente qualificati.

Circa un terzo dei medici generalisti e dei medici specialisti e un quarto dei fisioterapisti, dei dentisti e dei farmacisti provenivano da questi Stati. I cittadini dell'UE e dell'AELS erano invece meno ben rappresentati presso gli infermieri e gli assistenti di farmacia e di odontoiatria.

La domanda di lavoratori in questi settori sembra essere soddisfatta grazie agli sforzi attuati nella formazione sul piano svizzero, hanno rilevato gli autori del rapporto dell'Osservatorio sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e UE. Il reclutamento nei Paesi dell'Unione europea e nell'AELS è quindi destinato ad essere complementare e adeguato alla domanda.

Stranieri colpiti dalla disoccupazione - Globalmente, l'immigrazione netta dall'UE e l'AELS è leggermente calata rispetto all'anno precedente, attestandosi a 29'000 persone. Tuttavia il saldo migratorio nasconde movimenti opposti, viene sottolineato nello studio. Il saldo dei residenti di breve durata è sensibilmente diminuito, mentre quello dei residenti di lunga durata è aumentato.

Tra le spiegazioni avanzate v'è la crisi del Coronavirus. Il settore alberghiero e della ristorazione, che danno lavoro regolarmente a stagionali, è stato particolarmente colpito dalla pandemia. L'immigrazione in questo ambito è fortemente calata.

Sono stati i lavoratori dell'Europa del Sud e dell'Est, spesso attivi nel settore alberghiero e della ristorazione, ad essere i più toccati dall'aumento della disoccupazione. Dal canto loro, i cittadini dell'Europa del Ovest e del Nord hanno potuto generalmente proseguire le loro attività da casa.

Il tasso di disoccupazione degli Svizzeri è stato nettamente inferiore alla media, poiché sono i più attivi nei settori vicini allo Stato. La formazione, la sanità e l'amministrazione pubblica hanno resistito meglio alla crisi.

Nuovo aumento nel 2021 - L'immigrazione netta in provenienza dagli Stati terzi è diminuita di un quinto, a 17'400 persone. Tale cifra è la più bassa registrata dagli anni 1990. Le restrizioni legate agli spostamenti sul piano internazionale e il calo del traffico aereo spiegano questa flessione.

Con la ripresa economica, la SECO prevede che la domanda di lavoratori stranieri dovrebbe aumentare. Un nuovo rialzo dell'immigrazione è atteso nel corso del 2021.

Regioni frontaliere - Gli autori del rapporto si sono pure concentrati sull'impiego di manodopera frontaliera. Nel corso degli ultimi dieci anni, secondo la SECO, essa ha fortemente contribuito a rivitalizzare le regioni di confine, che registrano una crescita dell'occupazione maggiore rispetto alle regioni più centrali. Inoltre, nelle zone vicine alle frontiere la disoccupazione tende generalmente a diminuire.

Tuttavia, sono stati rilevati scarti salariali tra i frontalieri e la popolazione residente. Queste differenze rappresentano tra il 5% e il 12% in Ticino e tra il 4% e il 6% nell'Arco giurassiano. Sono più elevate tra le persone attive professionalmente che beneficiano di una formazione di grado terziario rispetto agli altri lavoratori.

Gli scarti salariali, secondo lo studio, possono venir spiegati con comportamenti discriminatori dei datori di lavoro, ma pure con altri fattori, quali un know-how tecnico specifico dei dipendenti o la durata del loro soggiorno in Svizzera. Per i lavoratori frontalieri a basso salario non vi sono prove di un possibile dumping salariale, spiega ancora la SECO.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-05-16 10:15:40 | 91.208.130.89