Keystone
BERNA
12.05.2021 - 23:300

Riapertura dei ristoranti: HotellerieSuisse chiede di accelerare

L'associazione degli albergatori svizzeri si sarebbe aspettata decisioni «più audaci» da parte del Consiglio federale.

BERNA - HotellerieSuisse si dice «in principio» soddisfatta della riapertura per fasi delineata dal Consiglio Federale, ma chiede che gli spazi interni dei ristoranti siano di nuovo utilizzabili prima della data prevista del 31 maggio.

In un comunicato odierno, l'associazione degli albergatori svizzeri chiede che tale appuntamento sia anticipato «al più tardi» al 26 maggio. Prima di quella data, tuttavia, non è al momento previsto che il governo prenda ulteriori decisioni in materia.

«Con le fasi di riapertura messe in consultazione oggi, il Consiglio federale ha posto le prime importanti basi per un ritorno alla normalità», scrive l'organizzazione nella nota. «Tuttavia, poiché in passato il Consiglio federale ha ripetutamente sottolineato che le fasi di riapertura possono avvenire più rapidamente se la situazione epidemiologica si sviluppa positivamente, HotellerieSuisse si sarebbe auspicata decisioni più audaci», continua. Al momento, i ristoranti degli hotel possono già utilizzare i loro spazzi interni, che sono però accessibili solo agli ospiti della struttura.

L'associazione chiede inoltre piani di protezione «realizzabili» nella pratica. Osteggiato, in particolare, l'obbligo, al chiuso, di portare la mascherina anche al tavolo quando non si sta consumando. La richiesta è che la stessa sia necessaria solo per spostarsi nel locale e possa essere tolta una volta seduti. «HotellerieSuisse accoglie invece con favore il ritiro del regolamento irrealistico dell’UFSP sull’obbligo d'indossare le mascherine ai tavoli sulle terrazze».

L'associazione chiede poi più «flessibilità» sul numero massimo di clienti per tavolo. La regola di un massimo di quattro persone non sarebbe infatti «praticabile». 

Sulla base degli «allentamenti collaudati da maggio a giugno 2020 dopo il primo lockdown», HotellerieSuisse domanda poi una riduzione delle distanze fra i clienti, la possibilità di consumare in piedi e l'abolizione del divieto di ballare. «Infatti, proprio nei mesi da giugno ad agosto si svolgono molti festeggiamenti in famiglia, come i matrimoni», fa notare.

In merito al turismo interno e internazionale, l'organizzazione di categoria definisce quello del Consiglio federale come un «primo importante segnale». «Tuttavia, le persone testate che desiderano entrare in Svizzera non devono essere discriminate - afferma -. Come previsto dal certificato COVID, la libertà di viaggiare deve essere applicata alle persone testate, vaccinate e guarite».

Si chiede infine di «esaminare in che modo le restrizioni per i viaggi intercontinentali possano essere allentate per i Paesi con una buona situazione epidemiologica»: «Quello che serve ora è un chiaro impegno a favore delle vacanze estive in Svizzera, in modo che non solo gli ospiti nazionali, ma anche quelli stranieri possano iniziare a pianificare i loro viaggi». In generale, la «certezza» della pianificazione è indicata come un elemento estremamente «importante» per i mesi a venire.

    

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