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04.05.2021 - 06:000
Aggiornamento : 08:58

Con la fine del telelavoro, resteremo imbottigliati nel traffico

L'obbligo di lavorare da casa potrebbe essere revocato alla fine di maggio: come cambierà la situazione sulle strade?

Considerando che già ora il traffico è intenso, gli esperti temono un ulteriore aumento degli ingorghi

Fonte 20 Minuten / Pascal Michel
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

Telelavoro

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - Dallo scorso 18 gennaio in Svizzera è in vigore l'obbligo di telelavoro. Una misura che ha avuto effetto sulla mobilità, anche se non nella stessa misura come durante il lockdown della scorsa primavera. Secondo un recente sondaggio di Comparis, comunque, il 37% degli interpellati afferma di lavorare da casa, ossia il 16% in più rispetto al periodo precedente all'introduzione dell'obbligo. 

Nel frattempo, con gli allentamenti che il Consiglio federale ha deciso a metà aprile, la mobilità delle persone è tornata a crescere. Una situazione che si evince anche dai risultati dello studio sulla mobilità MOBIS-Covid-19 elaborato dal Politecnico federale di Zurigo (ETH) e dall'Università di Basilea: la distanza media giornaliera percorsa è già tornata al livello dell'inizio di marzo 2020.

Il ricercatore ETH Joe Molloy spiega che attualmente sono ancora molti i pendolari che evitano il trasporto pubblico, mentre l'impiego dei mezzi privati è già tornato al livello pre-crisi, in particolare per quanto riguarda il tempo libero.

Sembra comunque che l'obbligo di telelavoro stia ancora avendo effetto: la percentuale di pendolari è al livello della scorsa estate. Tuttavia, si potrebbe assistere a un'inversione di tendenza. La distanza percorsa per lavoro sta infatti nuovamente aumentando. Un numero maggiore d'intervistati che lavorano da casa afferma infatti che ora comincia a muoversi di più. Nel frattempo, i dati delle FFS mostrano che nel traffico regionale il tasso di occupazione è al 70% rispetto al 2019, con una leggera tendenza al rialzo.

Nelle loro conclusioni, i ricercatori del Politecnico federale si chiedono quindi cosa accadrà quando sarà revocato l'obbligo di telelavoro. Un obbligo che potrebbe venire meno alla fine di maggio. Il timore è che si assisterà a un ulteriore aumento degli ingorghi. Questo perché già nella situazione attuale, in cui sono molti i pendolari che lavorano da casa, le strade sono particolarmente trafficate. E anche perché chi aveva iniziato a evitare il trasporto pubblico, potrebbe continuare a farlo. «Tali condizioni potrebbero portare a un incremento degli ingorghi» affermano quindi i ricercatori, che ora intendono raccogliere ulteriori dati sul futuro andamento della mobilità.

Beat Fischer, esperto di mobilità per Intervista, conferma le previsioni dei ricercatori: «Dopo l'allentamento è molto probabile che si sposteranno più persone. Una situazione che porterà a una maggiore mobilità per motivi professionali e quindi a una più alta probabilità che si formino ingorghi».

Traffico come nel 2019 - L'Ufficio federale delle strade (USTRA) afferma che «con l'introduzione dell'obbligo di telelavoro, nel gennaio 2021 il traffico medio giornaliero è diminuito in maniera meno netta rispetto alla prima ondata della primavera 2020». E nel frattempo le misurazioni mostrano che in determinati punti della rete stradale sono già stati raggiunti i livelli di traffico del 2019, in alcuni giorni addirittura superiori» spiega il portavoce Benno Schmind contattato da 20 Minuten.

È difficile prevedere come si svilupperà il traffico con la revoca dell'obbligo di lavorare da casa. Una previsione che dipende anche da quante aziende continueranno a sfruttare questa modalità di lavoro. In ogni caso, l'USTRA consiglia ai pendolari «di evitare, se possibile, gli spostamenti negli orari di punta».

La “normalità” sui treni nel 2024 - Per evitare la formazione d'ingorghi, anche le FFS dovrebbero riuscire a riportare sui treni i pendolari. Come pensano di fare? «La pandemia ci permetterà sicuramente di lavorare su nuovi spunti. Spunti che stiamo monitorando da vicino assieme a tutto il settore del trasporto pubblico» spiega il portavoce Martin Meier, ricordando che di base il treno «è il modo più comodo e sicuro pere viaggiare». Le FFS prevedono che il numero dei passeggeri tornerà a un livello pre-crisi appena nel 2024.

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