Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
29.03.2021 - 17:200
Aggiornamento : 19:31

Test di massa: canton Grigioni davanti, dietro tutti gli altri

Nove cantoni non effettuano (ancora) tamponi a tappero regolari né nelle scuole né nelle aziende

Il Ticino ha presentato la propria strategia lo scorso venerdì. Ma anche qui non si segue a ruota l'esempio dei Grigioni.

ZURIGO - Da lunedì 15 marzo i costi dei test anche per gli asintomatici sono assunti dalla Confederazione. Inoltre, istituzioni, aziende e scuole sono invitate a condurre test di massa al loro interno. È la nuova strategia del Consiglio federale per contenere la pandemia. Ma per quanto riguarda i test di massa, fra i cantoni ci sono differenze importanti, a volte anche davvero radicali. A confermare una sensazione diffusa, è un articolo di ieri del Sonntasblick che ha analizzato, e comparato, gli sforzi dei diversi cantoni. 

Nove di questi, Appenzello Esterno, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Nidvaldo, San Gallo, Sciaffusa, Vallese e Vaud non effettuano tamponi a tappeto regolari né nelle scuole né nelle aziende.

Primo della classe, e non è una gran sorpresa, è il canton Grigioni che ha già testato il 40% della popolazione mobile. Stando alle direttive dell'UFSP, i Grigioni hanno già raggiunto gli obiettivi prefissati.

Lascia un po' perplessi, invece, il freno tirato della Romandia per la quale i test di massa non sembrano essere uno strumento utile. Non sarebbe così nel canton Vaud, come confermato al domenicale dalla consigliera di stato che si occupa della Sanità, Mais Rebecca Ruiz: «Stiamo per lanciare un piano su grande scala che coinvolgerà le imprese, siamo convinti che sia una cosa importante».

Da lunedì un piano analogo verrà svolto a Zurigo e Berna e coinvolgerà le scuole e le aziende, stando al domenicale potrebbe essere un punto di svolta che potrebbe convincere ad applicare la medesima strategia in tutti quei cantoni che, fino a oggi, si sono dimostrati scettici.

Il Ticino
Le autorità cantonali hanno presentato venerdì, in conferenza stampa, la loro strategia legata ai test. L’obiettivo è di estendere la strategia di test «alle persone asintomatiche particolarmente mobili», interrompendo così precocemente le catene di contagio.

Le aziende - è stato spiegato - vengono suddivise a seconda del rischio di trasmissione. Dovranno sottoporre richiesta al Cantone e incaricare un operatore sanitario qualificato per l’acquisto, il prelievo, l’esecuzione dei test, la comunicazione dei risultati e la gestione dei casi positivi. 

Per le scuole «al momento non appare necessario generalizzare l’introduzione di test mirati e ripetuti». Può però essere considerata su esplicita richiesta. Di fronte a casi positivi o a un sospetto focolaio, invece, sarà avviata l’indagine ambientale estesa nelle classi o addirittura su tutti gli allievi e i docenti di un istituto scolastico. Il Decs ha però rivisto le regole delle quarantene: nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari questo provvedimento scatta a partire da un singolo caso positivo,

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