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I dispositivi medici includono protesi, respiratori e bisturi.
SVIZZERA
03.03.2021 - 13:190

Carenza di prodotti medici a causa dell'accordo quadro? Berna tranquillizza

Medici, ospedali e rappresentati dell'industria esprimono i loro timori in una lettera indirizzata ad Alain Berset.

Ma il Governo federale frena: «L'approvvigionamento è garantito e i prodotti sono sicuri ed efficienti».

BERNA - Medici, ospedali, difensori dei pazienti e rappresentanti dell'industria, in una lettera aperta si sono rivolti oggi al consigliere federale Alain Berset per esprimere i loro timori sugli ostacoli all'importazione di prodotti medici, causati dagli stentati colloqui sull'accordo quadro tra Svizzera e Unione europea (Ue). Il governo federale dissente affermando che l'approvvigionamento della Svizzera con «sicuri ed efficienti prodotti medici» è garantito.

Nella lettera - di cui la SonntagsZeitung aveva riferito domenica, indicando che sarebbe stata inviata al più tardi oggi - i firmatari ritengono che ci siano da aspettarsi «notevoli problemi di rifornimento medico nel mercato interno dell'Ue». Ciò avrà conseguenze dirette sulle cure, anche per i pazienti in Svizzera, sottolineano l'Associazione svizzera dei pazienti, il Forum svizzero dei consumatori e Gli ospedali svizzeri (H+). I dispositivi medici includono protesi, respiratori e bisturi.

Alla base vi è la minaccia dell'Ue di non aggiornare l'accordo sugli ostacoli tecnici al commercio ("Mutual Recognition Agreement", MRA) Svizzera-Ue. Una tale decisione escluderebbe a partire dal 26 maggio il riconoscimento dei certificati ottenuti dalle aziende mediche in Svizzera per esportare sul mercato europeo.

Problemi anche all'importazione - Ora, però, i firmatari della lettera temono anche nuove complicazioni per le importazioni: il Consiglio federale avrebbe preparato un'ordinanza che fissa contingenti per le importazioni di prodotti medici se il 26 maggio l'adeguamento del MRA non entrasse in vigore.

In questo modo la Svizzera richiederebbe la reciprocità, ossia che le imprese dell'Ue che esportano in Svizzera devono soddisfare le stesse condizioni delle imprese elvetiche che vogliono esportare nell'Ue.

Agendo in tal modo - sottolineano i firmatari della lettera - la Svizzera si auto infliggerebbe una difficoltà di approvvigionamento, che non è tollerabile: «Chiediamo urgentemente al Consiglio federale di non creare ostacoli all'importazione che rendano ancora più difficile la fornitura nell'ambito delle cure alla popolazione svizzera». L'onere amministrativo deve essere mantenuto il più basso possibile.

Nessuna reciprocità - Interrogato da Keystone-ATS, il Dipartimento federale dell'interno (DFI) scrive che il Consiglio federale non prevede alcuna reciprocità. Nel caso in cui il MRA non venga aggiornato, le misure contemplate prevedono «disposizioni transitorie graduali» a seconda delle classi di rischio dei prodotti medici. Il Consiglio federale ha incaricato il DFI di elaborare disposizioni adeguate per mitigare i possibili effetti negativi. «Queste misure tengono conto di tutti gli aspetti che devono essere considerati nel caso di un eventuale non aggiornamento del MRA». Secondo il DFI, si tratta di assicurare che «la sicurezza e l'efficienza dei prodotti medici continuino a essere garantite per la protezione dei pazienti» e che il mercato svizzero rimanga attraente per i produttori stranieri.

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