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SVIZZERA
10.02.2021 - 15:340

Infanticidio, neo-mamma a processo

Una 20enne del canton Berna ha ammesso di avere abbandonato la figlia su un mucchio di neve, poco dopo il parto

BERNA - Una giovane donna è alla sbarra da oggi a Moutier (BE) con l'accusa di infanticidio. I fatti risalgono al gennaio del 2019, quando la figlia dell'imputata, neonata, era stata rinvenuta morta a Reconvilier (BE). Il ministero pubblico ha chiesto una pena di 24 mesi di detenzione sospesa per due anni.

La bambina era viva alla nascita, secondo l'Istituto di medicina legale. La madre l'avrebbe poi messa in un sacco della spazzatura e depositata in un parcheggio del villaggio. Il corpo senza vita della piccola, che non aveva subito percosse, era stato scoperto da operai.

L'imputata, di una ventina d'anni, non contesta i fatti. Ha ammesso di aver abbandonato la piccola su un cumulo di neve poco dopo la nascita. «Provo tristezza», ha affermato la giovane, attualmente in terapia.

Secondo l'atto d'accusa, la ragazza era in uno stato di negazione della gravidanza fino al parto, quando ha dovuto affrontare uno stress considerevole. Per il Ministero pubblico sapeva e voleva che la bambina morisse in queste condizioni, o almeno accettava l'esito fatale.

Nella sua requisitoria, il procuratore Pascal Fischer ha constatato che l'imputata ha agito in modo egoistico, pur riconoscendo che era completamente impotente e confusa al momento del parto. A suo avviso non c'è alcuna indicazione di premeditazione.

La pena massima prevista dal codice penale per una madre che uccide il neonato durante il parto, o quando è ancora sotto l'influenza dello stato che segue il parto, è di tre anni.

Per la difesa, l'accusa di infanticidio non è contestata e i fatti sono ammessi dall'imputata. "Era in totale negazione della gravidanza fino alla nascita", ha detto il legale Gwenaël Ponsart, aggiungendo che l'imputata non ha nulla da nascondere.

L'avvocato si è opposto a una pena detentiva e ha chiesto al giudice unico del tribunale bernese del Giura-Seeland una pena pecuniaria sospesa per due anni, con proseguimento del trattamento ambulatoriale. Il verdetto è atteso per lunedì.

Presente all'udienza, il padre biologico della bambina attende risposte. "Mia figlia veglia su di me ed è spesso al mio fianco", ha affermato. Non sapeva che la donna era incinta fino alla fine della loro relazione. Ha chiesto un risarcimento per torto morale.
 
 

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