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27.01.2021 - 22:250
Aggiornamento : 23:30

La 31enne già vaccinata, ed è subito polemica

La donna ha esibito il certificato di vaccinazione sui social. Ma ci sono over 80 ancora in attesa.

La spiegazione: la donna lavora in terapia intensiva. Ma Zurigo ha già riadattato la sua strategia e oggi non riceverebbe più il vaccino.

ZURIGO - «Ora puoi tossire quanto vuoi», afferma con gioia D.* , 31 anni, sul suo profilo Instagram. La donna mostra anche una foto del suo certificato di vaccinazione. È una delle poche persone in Svizzera che è già stata vaccinata contro il coronavirus. E rappresenta un'eccezione, non da ultimo, per la sua età.

Allo stesso tempo, Jakob G.*, 89 anni, aspetta da settimane nella sua casa di riposo di Winterthur l'invito all'appuntamento per la vaccinazione. «Mi sento in gabbia. Voglio davvero questo vaccino in modo da potermi muovere nuovamente con più libertà», dichiara a 20 Minuten. E non è l'unico. Ad oggi solo poco più di 200mila dosi di vaccino contro la Sars-CoV-2 sono state somministrate in tutta la Svizzera, mentre milioni di persone stanno aspettando il proprio turno.

«Popolazione turbata» - «C'è una mancanza di trasparenza su chi viene vaccinato. Questo turba la popolazione», afferma l'avvocato bernese Thomas Schneider. Sul suo sito web "impfgruppen.be", raccoglie informazioni su come il Cantone decida a chi fornire la vaccinazione in via prioritaria. Schneider chiede più onestà dal Governo federale: «Con questa mancanza di trasparenza si ha l'impressione che si stia cercando di nascondere qualcosa, alimentando così teorie del complotto».

Per l'avvocato è comprensibile che la popolazione perda la bussola quando si moltiplicano i casi di vaccinazioni preferenziali come quella del multimiliardario sudafricano Johann Rupert. «Certo, tutti coloro che vogliono essere vaccinati sperano in un appuntamento il prima possibile. Ma molte persone attualmente non si sentono prese in considerazione».

Differenze a seconda del cantone - Va detto che le priorità vengono gestite in modo diverso da cantone a cantone. «È responsabilità dei cantoni definire correttamente i gruppi target e somministrare le dosi di vaccinazione disponibili a coloro che hanno più bisogno di essere protetti», spiega Masha Foursova, portavoce dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Nel Canton Zurigo appartengono a questo gruppo di persone anche gli operatori sanitari che lavorano nelle unità di terapia intensiva. Per loro sono state al momento assegnate 3000 dosi «indipendentemente dall'età», spiega Lina Lanz, portavoce del Dipartimento della salute di Zurigo. Ecco perché la 31enne è già stata vaccinata mentre i pensionati come Jacob G. stanno ancora aspettando (a Winterthur su cinque case anziani fino ad ora una sola ha ricevuto le dosi di vaccino).

Oggi le case hanno di nuovo la massima priorità - Oggi tuttavia, la donna zurighese non verrebbe più vaccinata. A causa dei ritardi nelle consegne da parte di Pfizer / Biontech, il canton Zurigo ha già riadattato la sua strategia e rinuncia temporaneamente a ulteriori vaccinazioni per il personale sanitario negli ospedali.

«Ci stiamo concentrando sulla vaccinazione degli anziani e degli ospiti nelle case di cura», sottolinea Lina Lanz. Non appena sarà nuovamente disponibile più vaccino, secondo la priorità dell'UFSP, tutti i pazienti ad alto rischio e le persone di età superiore ai 75 anni saranno vaccinati uno ad uno. «Sono previste maggiori quantità di vaccini dal secondo trimestre in poi, poi potremo iniziare a vaccinare chiunque lo voglia», assicura Lanz.

* Nomi noti alla redazione.

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