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12.01.2021 - 14:350
Aggiornamento : 22:46

«La situazione è ancora critica»

Dopo quello di Pfizer anche il vaccino di Moderna è pronto alla distribuzione. Ma è presto per cantar vittoria

L'Ufsp fa il punto della situazione epidemiologica. Le varianti inglese e sudafricana «si propagano più rapidamente» e sono state riscontrate 36 mutazioni «di attribuzione incerta»

BERNA - La lotta al Covid prosegue, senza quartiere. Alla vigilia delle attesissime decisioni del Consiglio federale, che verranno annunciate domani al termine della consultazione dei Cantoni, oggi tocca alle istituzioni sanitarie fare il punto della situazione. 

«Il livello dei contagi purtroppo è ancora lontano da quello che auspicavamo» secondo l'Ufsp. Il responsabile della Sezione gestione della crisi Patrick Mathys ha dichiarato oggi in conferenza stampa che «il numero di casi è stagnante e il valore R è ancora superiore a 1» mentre «si assiste a un lieve calo dei ricoveri e dei decessi». 

La notizia positiva è che c'è un'arma in più. Dopo quello targato Pfizer-BioNTech, oggi anche il vaccino Moderna ha terminato l'iter di approvazione ed è pronto alla distribuzione. Swissmedic, l'ente che si occupa dell'omologazione farmacologica, ha dato oggi il lieto annuncio con un comunicato. 

Il vaccino di Moderna, del quale la Confederazione ha ordinato circa 7,5 milioni di dosi, è adatto per gli adulti a partire dai 18 anni. Nei prossimi giorni vi sarà una prima consegna di 200mila dosi alla Farmacia dell’Esercito, che le distribuirà ai Cantoni. Sommandole a quelle di Pfizer/BioNTech, omologato il 19 dicembre 2020, in gennaio la Svizzera avrà a disposizione circa mezzo milione di dosi di vaccino.

La brutta notizia è che il virus corre veloce. Finora in Svizzera sono state riconosciute 68 mutazioni della variante inglese - ha spiegato Mathys - e 5 mutazioni di quella sudafricana. «Inoltre, sono state riscontrate 36 mutazioni che non possono essere assegnate a nessuna delle due varianti». La situazione in Gran Bretagna e Irlanda «mostra che le varianti si diffondono più rapidamente della versione originale» ha aggiunto l'esperto. 

Quanto al vaccino Moderna, i dati «dimostrano che è sicuro» ha spiegato il direttore aggiunto di Swissmedic Philippe Girard. Potrebbero comunque verificarsi sintomi lievi «come in qualsiasi vaccino antinfluenzale» dopo l'assunzione della prima dose. Dopo la seconda «i sintomi sono un po' più seri» ha avvertito.

A gestire la distribuzione saranno i Cantoni, ha ricordato il capo della divisione affari internazionali dell'Ufsp, Nora Kronig. «All'inizio non sarà possibile vaccinare tutti, ma a partire da febbraio avremo un rinforzo con un milione di dosi in più». In totale, come detto, il contratto con Moderna prevede una fornitura di 7,5 milioni di dosi.

Pfizer o Moderna? - I due vaccini non saranno sovrapponibili, hanno chiarito gli esperti nel corso della conferenza stampa. Pfizer fornirà un quantitativo inferiore (circa 3,5 milioni di dosi) quindi la maggior parte degli svizzeri verranno vaccinati con Moderna. «L'importante non è quale dei due vaccini verrà somministrato, ma che venga somministrato al maggior numero possibile di persone» ha spiegato il presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (Cfv) Christoph Berger. «La cosa più urgente ora è vaccinare il maggior numero di pazienti ad alto rischio».

Over 75 e donne incinte - L'obiettivo, ha ribadito Girard, è «vaccinare tutte le persone over 75 entro la fine di febbraio» ma «non è detto che sia raggiungibile, potrebbero verificarsi degli scostamenti». Per quanto riguarda le donne incinte, mancano ancora dei dati che permettano di escludere qualsiasi pericolo» afferma il direttore aggiunto di Swissmedic. «Non appena avremo informazioni, le comunicheremo». 

elaborazione tio.ch/20min
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