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SVIZZERA
08.01.2021 - 18:470

Hotel e ristoranti: «Servono urgenti contributi a fondo perso»

L'appello dei partner sociali al Consiglio federale per evitare ulteriori chiusure e licenziamenti

BASILEA - La crisi del coronavirus continua a colpire duramente il settore alberghiero e della ristorazione. Per far fronte a questa situazione, i partner sociali chiedono al Consiglio federale di concedere loro rapidamente contributi a fondo perso. Molte aziende hanno già dovuto chiudere e decine di migliaia di posti di lavoro sono andati persi.

Non si intravede un allentamento della situazione, hanno comunicato oggi le associazioni GastroSuisse, Hotel & Gastro Union, HotellerieSuisse e Swiss Catering Association (SCA) nonché i sindacati Unia e Syna. Vi è il rischio di ulteriori chiusure e licenziamenti.

I pagamenti d'indennizzi promessi nell'ambito della regolamentazione sui casi di rigore non sono stati ancora versati alle imprese che ne hanno urgente bisogno, continua il comunicato. I posti di lavoro devono essere protetti, viene sottolineato. Inoltre, non è chiaro per il settore chi può aspettarsi i fondi e quando arriveranno.

L'attuale regolamentazione con responsabilità condivisa tra i 26 Cantoni e la Confederazione si sta rivelando molto onerosa nell'attuale crisi.

In una lettera congiunta, i partner sociali invitano il Consiglio federale ad adottare quanto prima ulteriori misure per il settore al fine di garantirne la sopravvivenza. In particolare, le associazioni e i sindacati chiedono un'ordinanza di necessità per i contributi a fondo perso. Questi dovrebbero essere pagati immediatamente e in modo uniforme in tutto il paese.

Il 18 dicembre il Consiglio federale ha ordinato la chiusura dei ristoranti e delle strutture culturali e per il tempo libero per il momento fino al 22 gennaio. A partire da sabato, i Cantoni non potranno più tenere aperti i ristoranti nemmeno qualora la situazione pandemica diventasse più favorevole.

Nella prossima seduta di mercoledì, l'esecutivo deciderà se prorogare la chiusura di ristoranti e altri esercizi commerciali sino alla fine di febbraio. È in corso una consultazione con i Cantoni.

Anche la Federazione svizzera dei centri Fitness e di Salute si è rivolta oggi per iscritto al Consiglio federale in vista della seduta del 13 gennaio. Essa chiede un immediato indennizzo per la massiccia perdita delle vendite. In caso contrario, sottolinea il testo, oltre 200 posti di formazione e 30'000 posti di lavoro andrebbero persi.

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