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06.01.2021 - 20:380

Variante inglese in Svizzera, esperti favorevoli a nuove chiusure

Epidemiologi e virologi concordano: «La miccia è partita. Rischiamo una pandemia nella pandemia»

«Il vaccino è una buona notizia. Ma è una corsa contro il tempo e la nuova variante rischia di superarci proprio quando "vediamo la luce"».

Fonte 20 Minuten / Daniel Graf
elaborata da Jenny Covelli
Giornalista

BERNA - Ieri erano 28 le persone risultate positive alla "variante britannica" del Covid-19, in sette cantoni. Oggi sono già 37. «Tale mutazione potrebbe svilupparsi come una seconda pandemia nell'attuale pandemia», ha precisato ieri Virginie Masserey, responsabile della sezione Controllo delle infezioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP.

Anche Emma Hodcroft, epidemiologa presso le Università di Berna e Basilea, si è espressa su Twitter sulla variante inglese, senza nascondere le sue preoccupazioni: «Nel Regno Unito molti ospedali sono attualmente molto più pieni rispetto a quanto accaduto durante la prima ondata. La scorsa settimana hanno avuto oltre 50'000 casi al giorno per 5 giorni consecutivi. La percentuale dei casi cresce quasi verticalmente. La situazione è molto preoccupante». La dottoressa consiglia di prendere in considerazione (nuovamente) la chiusura delle scuole. «Aspettare non è mai stata la risposta giusta in questa pandemia».

Pure la virologa ginevrina Isabella Eckerle ha affidato i suoi pensieri a un tweet: «Sì, sono molto preoccupata per la "variante inglese". E sì, abbiamo assolutamente e immediatamente bisogno di misure più severe per contenere i contagi».

Il professor Jan Fehr, a capo del Dipartimento della salute pubblica dell'Università di Zurigo, spiega che anche se i casi riscontrati sono una trentina, bisogna credere che ve ne siamo molti di più. «È come all'inizio della pandemia - ha dichiarato a 20 Minuten -. Quando scoppia la miccia in breve tempo il numero di casi può esplodere». Fehr teme "un'ondata sull'ondata": «Se ai casi odierni si aggiungessero quelli della nuova variante, il sistema sanitario entrerebbe in seria difficoltà».

E anche lui invoca misure più severe per contenere la pandemia: «L'arrivo del vaccino è una buona notizia. Ma è una corsa contro il tempo e la nuova variante rischia di superarci proprio quando siamo sulla buona strada».

Un grido comune che è stato ascoltato da Berna. Che ha oggi posto fine alle "eccezioni" cantonali e messo in consultazione (per una settimana) l'estensione delle attuali misure in vigore (bar, ristoranti, strutture per il tempo libero, palestre e centri fitness chiusi anche oltre il 22 gennaio e fino a fine febbraio) e chiesto ai Cantoni di riflettere su quali provvedimenti potrebbero essere adottati nel caso la situazione imponesse ulteriori interventi.

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