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GRIGIONINei Grigioni le piste da sci restano aperte

21.12.20 - 15:48
A Coira si è tenuta una conferenza stampa in cui è stato chiarito il futuro prossimo delle stazioni sciistiche retiche.
Keystone (archivio)
Nei Grigioni le piste da sci restano aperte
A Coira si è tenuta una conferenza stampa in cui è stato chiarito il futuro prossimo delle stazioni sciistiche retiche.
«Gli ospedali non sono sovraccarichi», ha spiegato Marcus Caduff. Peter Peyer: «Vaccinazioni a partire dal 4 gennaio».

COIRA - Dopo la decisione di diversi Cantoni - Glarona l'ultimo in ordine di tempo - di chiudere le stazioni sciistiche nonostante il via libera concesso da Berna, anche nei Grigioni ci si è interrogati sull'opportunità o meno di permettere la pratica di sci e snowboard. Il Governo retico si è riunito questa mattina e ha indetto una conferenza stampa - alla quale erano presenti i consiglieri di Stato Marcus Caduff, Peter Peyer e Rudolf Leuthold - per informare popolazione e media su quanto stabilito.

Si resta aperti - «La situazione epidemiologica si è stabilizzata ed è anche leggermente migliorata negli ultimi giorni. Gli ospedali non sono sovraccarichi e sono pronti ad accogliere eventuali altri pazienti». Per questo motivo gli impianti restano aperti», ha spiegato Marcus Caduff. Una scelta che farà la felicità degli amanti degli sport invernali e che invece farà storcere il naso a chi ritiene un problema l'assenza delle dovute distanze fra le persone, come ad esempio è stato segnalato qualche giorno fa a Splügen.

Situazione estremamente dinamica - «La situazione però può sempre peggiorare e verrà valutata quotidianamente. In questo modo potremo interverremo prontamente se ce ne fosse bisogno», ha aggiunto Caduff. Senza alcun cambiamento significativo nella situazione, il governo prenderà una nuova decisione il 29 dicembre 2020.

Meglio sulle piste che in centro paese - A conclusione del suo intervento, Caduff ha anche spiegato che se si decidesse di chiudere le piste da sci, i turisti si accalcherebbero nei centri delle destinazioni turistiche. E questo lo si vuole evitare. Al fine di prevenire gli incidenti, le aree sciistiche dovranno adottare misure globali (ad es. la chiusura di piste pericolose). Inoltre il consumo di alcol nei comprensori sciistici sarà vietato.

Giornaliere limitate - Nonostante il via libera, i comprensori sciistici grigionesi sono consapevoli della loro responsabilità nella situazione attuale e sono pronti ad accettare restrizioni sostanziali sul numero massimo di persone consentite nel comprensorio sciistico. Inoltre, la vendita di biglietti giornalieri sarà limitata. Per questo è stato consigliato ai turisti di giornata di acquistare un biglietto online in anticipo, se possibile.

Vaccinazioni dal 4 gennaio - Durante il momento informativo è stato trattato pure il tema delle vaccinazioni. «Le prime verranno effettuate a partire dal 4 gennaio», ha spiegato Peter Peyer. «Le prime 2'600 dosi sono attese entro la fine dell'anno. Altre ci verranno fornite all'inizio e a metà gennaio, ma non si tratterà di quantità enormi Ci vorranno alcuni mesi prima di poter vaccinare su larga scala», aggiunto.

COMMENTI
 
Moga 1 anno fa su tio
I covidioti son pregati di stare a casa
Swissabroad 1 anno fa su tio
Tu o sei svizzero tedesco o hai un neurone di forma quadrata che spesso sono la stessa cosa
Maria67 1 anno fa su tio
Avete finito di insultare gli svizzero tedeschi? Chi è messo peggio voi o noi? Adesso mi sembra che non ci siano tanti turisti e pure in Ticino non scendono i contaggi. Quindi chi ha un neurone quadrato?????
MrBlack 1 anno fa su tio
Per evitare che ci siano sovraffollamento negli ospedali, coloro che sono nei gruppi a rischio devono evitare ogni contatto. Il problema si risolve da solo così. Chiudere tutto perché chi è a rischio non si comporta come deve è il grande controsenso della pandemia. Si poteva accettare in primavera, ora lo sanno anche i sassi che il virus circola e chi ha un decorso grave. Anziani lontani da parenti e nipotini anche a Natale. Se negli ospedali ci sono tanti casi è colpa di chi è a rischio, se la cerca, e ci finisce. Non è colpa né dei ristoranti, né degli impianti di sci.
Swissabroad 1 anno fa su tio
Nessuno considera gli incidenti sugli sci ? Gkinospedali hanno altre priorità. Ma chi se ne frega vero ? Povera Svizzera si vede che non ci sono mai state guerre, terremoti, carestie. Non si riesce a rinunciare a nulla. In caso di guerra saremmo i primi a soccombere.
Lore61 1 anno fa su tio
Caspita è vero, adesso capisco il via vai continuo delle ambulanze tutte le volte che vado a sciare, una vera strage! Non hai ancora capito che gli ospedali lavorano con personale e posti letto ridotto all'osso semplicemente per la politica del risparmio degli ultimi anni? Il bello è che poi ti "invitano" ad evitare qualsiasi attività che può infortunati per evitare il collasso degli ospedali... XD... con quello che paghi poi!.. XD
marco17 1 anno fa su tio
Le piste di sci sono aperte anche in Ticino dove la diffusione del virus è molto maggiore che nei Grigioni. Hanno cento volte ragione di non chiudere.
Swissabroad 1 anno fa su tio
Infortuni ? Gli ospedali hanno altre priorità o no ? No per te no.
Viperus 1 anno fa su tio
Ancora una volta il dio denaro comanda...vergognatevi!
LucaAstro 1 anno fa su tio
Infatti! Ma anche io mi vergogno del mio passaporto... mai avrei immaginato che la Svizzera fosse così politicamente a destra🤬
gigipippa 1 anno fa su tio
Aprire tutto e tutti 24h 7su7 per sempre cosi da diluire i flussi di persone.
chris76 1 anno fa su tio
Un plauso al governo grigionese che ha preso una decisione a parer mio coraggiosa. Nella situazione attuale sarebbe stato più facile chiudere tutto e buona notte. Spero che il Ticino segua la strada grigionese. E ora appelliamoci all'intelligenza e responsabilità dei singoli sciatori: rispettate le regole e non date appigli a chi vuole tutto chiuso!
Maria67 1 anno fa su tio
Infatti. Almeno qualcuno che ragiona. Se tutti rispetto o le regole e non vanno come pazzi non vedo il problema. E smettete di di dire che si guardano solo i soldi. Parlano quelli che non hanno paura di perdere il lavoro.
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