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SVIZZERA
10.08.2020 - 15:250

Encefalite da zecche: il 2020 va verso il record

A fine luglio si registravano 332 casi, il numero di casi più elevato dal 2000

BERNA - Nel 2020 i casi di encefalite da zecche (FSME) registrati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dovrebbero stabilire un nuovo record. A fine luglio, ne sono già stati annunciati 332, ovvero il numero più elevato dal 2000.

Nel solo mese di luglio, sono stati segnalati 90 casi di FSME, ha indicato l'UFSP nel suo bollettino settimanale pubblicato oggi. L'encefalite da zecche è una malattia soggetta all'obbligo di notifica dal 1988. Il numero dei casi fluttua considerevolmente di anno in anno. Dal 2000, nel periodo gennaio-luglio sono stati registrati tra i 39 e i 332 casi.

Quest'anno fino a fine luglio, vi sono state 19'800 visite mediche in seguito a una puntura di zecca e 10'200 per casi di borreliosi (o malattia di Lyme). In fatto di consultazioni mediche per morsi da zecche, il 2020 risulta per il momento al terzo posto, mentre per i casi di borreliosi l'anno in corso si situa in seconda posizione.

Vaccinazioni in attesa - Secondo l'UFSP, la meteo favorevole (bel tempo) e il coronavirus (il semi-confinamento ha spinto più persone del solito a uscire nella natura) potrebbero essere all'origine di questo consistente aumento.

Inoltre, la crisi sanitaria ha potuto avere effetti sulle vaccinazioni contro la FSME. Gli interventi medici non urgenti sono stati rinviati e anche le vaccinazioni hanno dovuto attendere. Talune persone hanno probabilmente rinunciato a una visita dal medico per il timore di essere contagiati dal Covid-19.

L'UFSP ricorda che è importante farsi vaccinare per proteggersi contro l'encefalite da zecche, malattia che può anche avere un decorso grave. Ciò è particolarmente raccomandato alle persone dai sei anni in su, che vivono in regioni a rischio (tutti i cantoni, salvo Ginevra e Ticino).

Un vaccino invece non esiste per quanto riguarda la borreliosi, l'altra malattia trasmessa dalle zecche. È causata da batteri e può essere trattata con antibiotici, ma spesso passa inosservata.

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