Archivio Keystone
ULTIME NOTIZIE Svizzera
ZURIGO
53 min
In isolamento da quasi tre anni, ora interviene l'ONU
Il caso di "Carlos", che ora preferisce farsi chiamare col vero nome (Brian), continua a far discutere.
SVIZZERA
1 ora
Con la pandemia, i campeggi hanno fatto il pieno
Nel 2020 il settore paralberghiero ha in generale registrato un calo dell'11,3% rispetto all'anno precedente
SVIZZERA
2 ore
Le donne sono pronte a scioperare
Sono previste azioni di protesta nelle principali città di tutta la Svizzera
SVIZZERA
2 ore
Dopo il “no” alla Legge sul CO2, altre vie per raggiungere gli obiettivi climatici
Un deputato PS ritiene che servano più incentivi, un parlamentare UDC afferma che non è necessaria un'azione massiccia
SVIZZERA
11 ore
Berna rinuncia definitivamente ad AstraZeneca
Le 5,3 milioni di dosi del vaccino anglo-svedese verrano donate ai Paesi poveri.
BERNA
16 ore
Ripescato senza vita dalle acque del Wohlensee
Potrebbe trattarsi del corpo di un giovane scomparso poco più di una settimana fa
SVIZZERA
16 ore
Il popolo svizzero ha scelto la sicurezza
La Legge sulle misure di polizia contro il terrorismo ha incassato il 57% di voti a favore
SVIZZERA
18 ore
Legge sul terrorismo: «E ora evitiamo la schedatura di massa delle persone»
Reazioni degli oppositori alla Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo
SVIZZERA
18 ore
«Gli aiuti alle aziende sono assicurati»
Il PLR festeggia il sì alle urne alla legge Covid. Un voto «saggio ed efficace»
SVIZZERA / CANTONE
22 ore
La popolazione ha detto “no” alla Legge sul CO2
Per le nuove misure anti-terrorismo il sostegno popolare è al 57%. Legge Covid-19 approvata dal popolo.
SVIZZERA / AUSTRIA
22 ore
«Abbiamo un destino comune in Europa»
Nella sua due giorni a Vienna, Ignazio Cassis ha parlato ovviamente del (saltato) accordo quadro tra Berna e Bruxelles.
ZURIGO
1 gior
Un uomo morto e una donna ferita in casa
Sparatoria sabato sera in un appartamento di Dübendorf
VALLESE
1 gior
Caduta fatale per un centauro
Un motociclista di 25 anni ha perso la vita a causa di un incidente avvenuto ieri sera a Grimisuat.
GRIGIONI
1 gior
Dai fornelli, un rogo nella residenza del personale dell'ospedale
È successo a Samedan: non è stato registrato nessun ferito
SVIZZERA
09.04.2020 - 11:360

Lo tsunami del coronavirus pesa sul turismo

Sono molte le strutture alberghiere in difficoltà. Il calo delle prenotazioni è quasi del 100%

Vacanze

Caricamento in corso ...
Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

ZURIGO - La pandemia di coronavirus è un vero e proprio tsunami per il turismo: sono molti gli alberghi in difficoltà a causa dell'annullamento delle prenotazioni. Le risposte alla crisi variano: c'è chi ha deciso di chiudere e chi per il momento tiene aperto il proprio esercizio, nell'attesa ripartire non appena la situazione tornerà normale.

È vero: il Consiglio federale non ha incluso gli hotel nella lista della attività che devono chiudere a causa del Covid-19, diversamente da ristoranti, concessionari di automobili o altri negozi non alimentari. Gli albergatori possono continuare ad accogliere ospiti, rispettando però rigorosamente le regole d'igiene, compreso il distanziamento sociale.

La chiusura non ha sempre senso - Tra le poche strutture ancora aperte figurano gli hotel Novotel e Ibis Budget di Crissier (VD). A Keystone-ATS, il direttore di queste due strutture, Franck Fleury, spiega che un albergo chiuso costa denaro alla luce del fatto che molti impegni con i fornitori hanno durata annuale. «Chiudere avrebbe senso se il tasso di occupazione scendesse sotto il 5% e ciò non è stato il caso per questi due alberghi in marzo. Ciò spiega perché siamo ancora aperti», ha sottolineato.

Secondo Fleuy è possibile risparmiare a livello di costi variabili. Diversi collaboratori beneficiano del lavoro ridotto per quelle sezioni dell'albergo che sono state chiuse, come il bar e il ristorante. Tuttavia è impossibile colmare le enormi perdite dovute al tracollo delle prenotazioni: -70% in marzo e -98% in aprile. Tali cifre significano diverse centinaia di migliaia di franchi in meno d'incasso.

Situazione simile negli altri hotel del gruppo Accor in Svizzera a prescindere dall'ubicazione e dal segmento di prezzo. Affinché un albergo funzioni è necessario che la gente si muova, afferma sconsolato Fleury.

Il sondaggio tra gli albergatori - Uno studio della sede vallesana dell’Alta Scuola Specializzata della Svizzera occidentale conferma la difficile situazione del settore: stando a una sondaggio tra gli albergatori, le prenotazioni sono calate del 69% in marzo, del 90% in aprile e del 73% in maggio. Conseguenza? Il 57% delle strutture ha chiuso i battenti e il 21% ha chiuso solo in parte.

L'hotel Schweizerhof di Lucerna ha preferito chiudere. «Non ha senso rimanere aperti per un pugno di clienti», dice a Keystone-ATS il direttore Clemens Hunziker. «Chiudendo possiamo ridurre i costi in modo mirato e coordinato».

Tra gli autori dello studio, Miriam Scaglione non si dice sorpresa da questa decisione. «È una reazione naturale dal momento che le prenotazioni su Booking sono scese in media dell'81%. Gli hotel hanno cercato semplicemente di ridurre l'impatto della catastrofe». Anche nel 2003 il settore aveva subito l'impatto della Sars, ma questa volta l'epidemia di coronavirus è di tutt'altra portata. «La Sars non è nulla se paragonata alla pandemia attuale», dichiara Scaglione.

Stando al sondaggio, gli alberghi valutano il rischio di fallimento al 23%: si tratta di un impatto considerevole se raffrontato con il numero d'impieghi a tempo pieno nel settore alberghiero e della ristorazione (238'900).

Dovendo far fronte a un'ondata di disdette per marzo e aprile, i due alberghi diretti da Franck Fleury hanno optato per il rimborso caso per caso. «Un rimborso generalizzato ci esporrebbe a dei problemi di liquidità», spiega il manager.

I problemi giuridici legati alle disdette sono complessi, afferma Karin Sieber a nome di Hôtellerie Suisse, dicendo che i casi di valutano singolarmente. In linea di principio, però, è possibile accollare al cliente alcuni costi se è in grado di venire e se l'hotel può offrire ancora dei servizi.

«Nel caso di una località sciistica chiusa è comprensibile che un cliente non voglia più venire - spiega Sieber - ma da un punto di vista giuridico, nella maggioranza dei casi non è un motivo valido per annullate la prenotazione».

Rimborsi... in buoni - Da parte sua, Clemens Hunziker dello Schweizerhof di Lucerna sostiene che tutti i clienti sono stati trattati allo stesso modo. I clienti hanno pagato i costi di annullamento in conformità alle clausole contrattuali ma si sono visti restituire la metà della somma sotto forma di buoni da utilizzare in un secondo tempo. Quando l'annullamento è legato alla soppressione di una manifestazione decisa dal Consiglio federale, è stato rimborsato il 100% dei costi di annullamento.

Al momento, secondo Hunziker, si stima che il coronavirus peserà sul fatturato dell'albergo nella misura del 30-40%, pari a qualche milione di franchi.

Nella maggior parte dei casi, gli alberghi non possono fare affidamento sulle assicurazioni per compensare le perdite operative. Secondo Sieber, spesso simili perdite dovute a pandemia non possono nemmeno essere assicurate oppure, in caso contrario, l'assicuratore interviene solo quando viene decretata la chiusura da parte delle autorità. E ciò non è ancora il caso in Svizzera. «Tutto ciò rende la situazione molto difficile per gli albergatori», ha puntualizzato Karin Sieber.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-06-14 10:54:15 | 91.208.130.87