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ZURIGO / BASILEA CITTÀ
27.02.2019 - 17:290

Epilessia, il cambio di farmaco può essere rischioso

Il passaggio dall'originale al generico può comportare il rischio di nuove crisi «anche se il principio attivo rimane lo stesso»

ZURIGO / BASILEA - Un passaggio dai farmaci originali ai generici può aiutare a ridurre i costi sanitari, ma attenzione, avverte la Lega svizzera contro l'epilessia: le persone colpite da questa malattia rischiano nuove crisi ad ogni cambiamento di medicinale, anche se il principio attivo rimane lo stesso. In una nota diramata oggi, la Lega cita in proposito un recente studio che - dice - sarà ricompensato con il Premio Alfred Hauptmann 2019.

L'epilessia - rammenta la Lega - è la malattia neurologica cronica più diffusa, che colpisce in Svizzera tra le 70'000 e le 80'000 persone. Di queste, i due terzi circa non hanno crisi grazie ai medicinali.

«Ma questo può cambiare molto velocemente»: per esempio in caso di prescrizione di un nuovo farmaco. Poco importa - scrive - che la sostituzione si faccia dal medicinale originale al generico, in senso inverso o tra due generici. Secondo lo studio tedesco citato, fatto su 3500 pazienti, ogni cambiamento aumenta il rischio relativo di nuova crisi di oltre il 30%, anche quando la formula è la stessa di prima.

«Questo conferma quanto già dicevamo», commenta, citato nella nota, il professor Stephan Rüegg, presidente della Lega contro l'epilessia, che aveva già pubblicato una dichiarazione sulla questione nel 2012. E prosegue: «Non siamo contro i generici; quando si prescrive un medicamento per la prima volta, è logico scegliere l'offerta appropriata meno cara. Ma una volta che il trattamento è ben rodato, cioè quando è ben tollerato e il paziente non ha più crisi, non si deve mai cambiare una squadra vincente».

Rüegg lancia dunque un appello «a politici della sanità, neurologi e farmacisti affinché si evitino cambiamenti inutili di medicinali nel trattamento dell'epilessia».

Le crisi epilettiche - ricorda la Lega - possono avere conseguenze rilevanti sulla vita quotidiana, come ferite, perdita della patente di guida o difficoltà nella vita professionale.

Il Premio Alfred Hauptmann è una onorificenza biennale dell'area tedescofona istituita congiuntamente delle società tedesca e austriaca di epilettologia e dalla Lega svizzera contro l'epilessia. Il prossimo 9 maggio sarà consegnato ai tre autori dello studio in questione, i professori Johannes Lang (Erlangen/Baviera), Karel Kostev (Francoforte) e Hajo M. Hamer (Erlangen). Dotato di 10'000 euro (circa 11'360 franchi al cambio attuale), porta il nome del neurologo tedesco Alfred Hauptmann, scopritore nel 1912 dell'effetto anticonvulsivo del fenobarbital. Di famiglia ebraica, nel 1933 era fuggito dalla Germania ed è morto nel 1948 a Boston.

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