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NATIONAL LEAGUEL'attaccamento alla maglia non esiste (quasi) più, lui è uno dei pochi eletti: «Un sogno durato 22 anni»

07.02.23 - 07:00
Jordane Hauert e l'Ajoie, un legame che ha resistito più di mille gare: «Non posso che essere riconoscente all'hockey per tutto ciò che mi ha dato»
Freshfocus, archivio
L'attaccamento alla maglia non esiste (quasi) più, lui è uno dei pochi eletti: «Un sogno durato 22 anni»
Jordane Hauert e l'Ajoie, un legame che ha resistito più di mille gare: «Non posso che essere riconoscente all'hockey per tutto ciò che mi ha dato»
Il capitano dei giurassiani e il rapporto con l'head-coach Julien Vauclair: «I giocatori si identificano bene con il suo sistema di gioco, così come con il suo metodo di lavoro. Il gruppo è evoluto sotto tutti gli aspetti»
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PORRENTRUY - Lo storico capitano dell'Ajoie – Jordane Hauert – appenderà i pattini al chiodo al termine della corrente stagione, dopo ben 22 anni di professionismo in cui ha difeso soltanto i colori giurassiani.

In tutto questo tempo il difensore 36enne ha finora disputato 1'020 partite in Lega Nazionale fra regular season e playoff – 108 nella massima serie e 912 fra i cadetti – condite da 566 punti. Ha inoltre conquistato due campionati di Swiss League (2016 e 2021) e una Coppa Svizzera (2020). «Il tempo è passato in maniera veramente veloce», sono state le prime parole di Hauert. «In tutti questi anni non ho nemmeno avuto grandi occasioni di mercato. Una decina di anni fa sono stato in prova sia a Berna sia a Bienne, ma alla fine non se ne è fatto niente e sono contento che sia andata così. Restando nel Canton Giura ho infatti avuto la possibilità di abbinare la mia carriera sportiva a un'attività professionale parallela, all'interno dell'azienda di famiglia situata nella regione. Oltre a questo mi sono sposato, ho avuto due figli e mi sono ritrovato a giocare a hockey in National League con la mia squadra del cuore. Meglio di così...».

Il giocatore è anche il capitano della squadra da dieci stagioni, una carica che gli ha permesso di alzare tutti i trofei conquistati. «La mia carriera si è rivelata un sogno e da giurassiano sono ancora più felice per il nostro popolo. Nessuno ha mai creduto in noi e invece è stato semplicemente magnifico scrivere una parte importante della storia del club. Non posso che essere riconoscente all'hockey per tutto quello che mi ha dato, è un apprendistato di vita e ho avuto una fortuna immensa a poter trasformare la mia passione in un attività redditizia. Per quanto mi riguarda ho solo ottimi ricordi e potrei raccontare migliaia di aneddoti». 

Ma quanti allenatori ha avuto Hauert in 22 anni? «Tanti, ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa e non ho mai avuto particolari problemi con nessuno. La mia maniera di lavorare è sempre stata apprezzata da tutti i coach, fin da quando ero nel settore giovanile. Mi sono allenato duramente con costanza – anche nei periodi in cui l'hockey era fermo – per riuscire a raggiungere i miei obiettivi. Devo riconoscere che mi è andata bene anche dal punto di vista degli infortuni, visto che a parte un grave problema a una spalla in cui sono incappato a 17 anni, che mi ha fatto perdere una stagione intera, non ho più avuto grandi fastidi. Ho sempre dedicato tanto tempo alla condizione fisica e alla fine ha pagato. Un futuro in panchina? È una mansione che non mi interessa, ho attualmente altri progetti per il futuro».

L'Ajoie, alla seconda stagione in NL, occupa attualmente l'ultima piazza della classifica ma è in crescita. I giurassiani sono infatti reduci da tre successi di fila, nell'ordine contro Kloten, Ambrì e Losanna. «Per il club è fondamentale installarsi in National League e restarci a lungo termine. Il campionato è molto attrattivo e per i nostri sostenitori è una gioia immensa accogliere a Porrentruy squadre storiche del calibro di Lugano, Zurigo o Berna e assistere allo spettacolo. Vauclair? È stato per anni uno dei più grandi difensori della massima serie svizzera e conosce molto bene i piccoli dettagli. Con lui in panchina è sicuramente migliorata la comunicazione e i giocatori si identificano bene con il suo sistema di gioco, così come con il suo metodo di lavoro. Il gruppo è indubbiamente evoluto sotto tutti gli aspetti e sul ghiaccio si vede. Ci auguriamo di terminare la stagione degnamente». 

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COMMENTI
 

PanDan 1 anno fa su tio
dové "cambi" ???????

PanDan 1 anno fa su tio
sparito????

PanDan 1 anno fa su tio
l' unico commento che stride é quello di "cambi" sinceramente mi sembra un revival già visto

Mamy 1 anno fa su tio
Non penso che a Lugano tutti gli ex possano avere un posto! Parere personale.

Boss 1 anno fa su tio
uno dei pochi che gioca per la maglia ! anche lui parla bene di Julien ( grande persona) ma a Lugano non potevano dargli un ruolo prestigioso ?

Mamy 1 anno fa su tio
Complimenti, una bella storia di vita.
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