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L'OPSPITE - STEFANO TOGNIFratelli si nasce... rivali si diventa: «Non capita tutti i giorni»

20.04.22 - 12:30
Jan e Jakub Kovar si contendono il titolo: il primo è il TopScorer dello Zugo, il secondo la saracinesca dello Zurigo.
Freshfocus, archivio
Fratelli si nasce... rivali si diventa: «Non capita tutti i giorni»
Jan e Jakub Kovar si contendono il titolo: il primo è il TopScorer dello Zugo, il secondo la saracinesca dello Zurigo.
Stefano Togni ha commentato l'ultimo atto dei playoff: «La richiesta dello staff tecnico dei Tori non ha avuto senso».
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ZURIGO - Nella serata odierna - mercoledì 20 aprile - avrà luogo all'Hallenstadion gara-2 della finalissima dei playoff di NL fra Zurigo e Zugo.

I Lions conducono la serie 1-0, in virtù del 3-2 al cardiopalma ottenuto lunedì nei minuti finali del match. «È una finale molto intensa ed equilibrata», ha analizzato l'ex attaccante di Lugano e Ambrì degli anni '90 Stefano Togni. «Nel terzo tempo lo Zurigo ci ha sempre creduto e nell'hockey sappiamo bene che exploit del genere possono succedere. Dopo il 2-2 i Tori hanno voluto beneficiare del coach challenge perché erano convinti che il gol fosse irregolare, ma così non è stato. Questa richiesta non ha avuto senso e la squadra è stata penalizzata con due minuti per una decisione scorretta dello staff tecnico, prendendo all'ultimo respiro anche il 2-3. Adesso per lo Zugo non sarà semplice vincere fuori casa».

Episodi a parte, cosa ne pensi delle due squadre? «Ho sempre sostenuto che Zugo e Zurigo hanno il roster più completo della Lega. I Tori possono permettersi di lasciare in tribuna un giocatore come Klingberg, mentre i Lions Roe e Quenneville. Trovo che i Tori a volte speculano sul ghiaccio e nei playoff non possono permetterselo. Per vincere le partite bisogna mantenere la stessa intensità per tutti i 60'. Dal canto loro Noreau e compagni hanno trovato l'alchimia perfetta in ogni reparto e sono molto bravi a sfruttare al meglio ogni occasione da rete».

Il primo blocco dello Zurigo – composto da Hollenstein, Malgin e Andrighetto – ha dimostrato di essere molto temibile. «I tre giocatori hanno esperienza da vendere e hanno trovato l'alchimia giusta. Nella loro carriera Andrighetto e Malgin hanno anche avuto il merito di militare per qualche anno in NHL, per cui sanno come gestire certe situazioni. Il primo mette in evidenza una grande intelligenza di gioco, mentre il secondo spicca per la sua velocità. Insieme a loro c'è Hollenstein che non è l'ultimo arrivato. In pista mette tanta energia ed è molto abile a sfruttare la positività degli altri due».

I Tori rispondono con Kovar, Hofmann e Simion... «È una linea rodata, ostica e che ha già vinto il titolo nella scorsa stagione. Rispetto alla finale del 2021 – in cui si era rivelato stratosferico – Hofmann è un po' sottotono, ma nei momenti delicati è sempre capace a mettere la sua firma. Dal canto suo Simion è reduce da un infortunio in cui è incappato durante la regular season, ma sta crescendo partita dopo partita e il suo contributo in pista si vede».

E sul ghiaccio ci sono anche i fratelli Kovar da avversari: Jan è il TopScorer dello Zugo, Jakub la saracinesca dello Zurigo. «È una situazione particolare, non capita spesso di vedere due fratelli in finale come avversari, oltretutto in un campionato straniero. Per loro sarà sicuramente emozionante, ma quando scendono sul ghiaccio non possono pensare ai sentimentalismi. Anzi, hanno un motivo in più degli altri per vincere, godiamoci questa finale».

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