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SWISS LEAGUE«Nel mio cuore ci sono due Cantoni: il Ticino e il Giura»

19.04.22 - 12:00
Giacomo Casserini: «L'Ajoie ha faticato, ma ha sempre lottato con i mezzi a sua disposizione. Vauclair? È un vincente».
Freshfocus, archivio
SWISS LEAGUE
19.04.22 - 12:00
«Nel mio cuore ci sono due Cantoni: il Ticino e il Giura»
Giacomo Casserini: «L'Ajoie ha faticato, ma ha sempre lottato con i mezzi a sua disposizione. Vauclair? È un vincente».
Il 31enne del Visp ha anche commentato la finale dei playoff di Swiss League? Tifo Olten, perché ci giocano i miei amici Lhotak e Horansky, ma sarà dura per loro».

LOCARNO - Ajoie, Visp, ma anche Kloten e Olten: Giacomo Casserini si è espresso a 360° fra passato, presente e futuro.

La finale dei playoff di Swiss League si appresta a emettere l'ultimo verdetto. Grazie al successo maturato in trasferta in gara-4, il Kloten conduce infatti la serie 3-1 e ha così la grande possibilità di centrare la promozione nella massima serie davanti ai suoi tifosi mercoledì sera (ore 19). «Sono due squadre che possono vantare un roster di qualità e la serie è finora stata molto combattuta», sono state le parole del difensore ticinese. «Il successo ottenuto ieri dal Kloten dovrebbe però essere significativo e sono dell'idea che gli zurighesi chiuderanno i conti fra le mura amiche. È comunque sempre difficile sbilanciarsi in una serie di playoff, basti vedere cos'è successo nei quarti di finale fra Rapperswil e Davos, con i grigionesi che hanno vinto 4-3 ribaltando lo 0-3 iniziale. Personalmente tifo Olten poiché ho diversi amici che ci giocano, su tutti Lhotak e Horansky, ma a questo punto sarà molto difficile per loro girare la serie». 

Ricordiamo che al termine dello scorso campionato il 31enne aveva lasciato l'Ajoie dopo otto stagioni – dove aveva vinto due campionati cadetti e una Coppa Svizzera – per tentare una nuova avventura a Visp. «Nel mio cuore ci sono per il momento due Cantoni, il Ticino e il Giura, dove nella mia carriera ho vissuto dei momenti davvero emozionanti. Per questo motivo non è stato semplice lasciare l'Ajoie. Si è trattato di un grande cambiamento, anche perché a Porrentruy ho lasciato dei magnifici ricordi, molti amici e un certo status di giocatore di hockey. Ho avuto bisogno di qualche settimana per adattarmi alla nuova realtà, ma a Visp mi trovo davvero bene. La società è seria, professionale, ha grandi progetti per il futuro, sta costruendo una squadra sempre più competitiva ed è in possesso di una nuova infrastruttura funzionale. Devo ammettere che c'è tutto per puntare in alto».

Come giudichi l'esordio dei tuoi ex compagni in National League? «Il primo anno è sempre una sorta di apprendistato per qualunque formazione. La squadra ha faticato, ma ha sempre lottato e provato a fare bene con i mezzi che ha avuto a disposizione, malgrado qualche chiaro limite per la NL. Il club si è anche dovuto confrontare con diversi infortuni di peso, su tutti quelli di Hazen – vero uomo spogliatoio – Asselin e Leduc. Non è stato facile ed è stato un peccato che la coppia Sheehan-Lechenne sia stata sollevata dal proprio incarico dopo un decennio di successi, ma d'altra parte la società necessitava di una ventata d'aria fresca e a loro non si poteva chiedere di più. Nello sport i cambiamenti di questo tipo possono solo dare una scossa all'ambiente. Vauclair? Con il suo arrivo i giocatori hanno trovato delle motivazioni diverse e messo più energia sul ghiaccio. Le partite sono diventate più combattute e si è subito visto il cambiamento. Penso che dopo essere stato lontano da casa per più di vent'anni, Julien abbia accumulato un bagaglio d'esperienza non indifferente. Lo reputo un vincente, così come un tipo alla mano, è moderno e predilige il dialogo per arrivare a una soluzione. Ha inoltre le capacità e le conoscenze per muoversi al meglio sul mercato e a Porrentruy, insieme ai suoi fratelli Geoffroy e Tristan, sono convinto che possa aiutare l'Ajoie a crescere e a togliersi le sue soddisfazioni a lungo termine». 

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