L’OSPITE - ARNO ROSSINI«Dybala e Lukaku? Inter da top-4 in Champions»

15.06.22 - 07:00
«Infortuni veri o presunti, Cristiano Ronaldo, Allegri… alla Juve Dybala non sorrideva più»
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«Dybala e Lukaku? Inter da top-4 in Champions»
«Infortuni veri o presunti, Cristiano Ronaldo, Allegri… alla Juve Dybala non sorrideva più»
Arno Rossini: «Juve o Inter? Entrambe soddisfatte dalla questione-Dybala».
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MILANO - Fino a qualche settimana fa vestiva di bianconero, adesso è invece pronto a indossare una casacca nerazzurra. Nella sua carriera Paulo Dybala è sempre stato divisivo; con questa sua ultima scelta semplicemente… non si è smentito. Ora chi lo amava, quelli che hanno il cuore che batte per la Juventus, è pronto a odiarlo, mentre chi lo odiava, quelli che non considerano altro che l'Inter, non vede l'ora di cominciare ad amarlo.

Via da Torino e in arrivo a Milano. Ma, alla fine, l’affare chi lo ha fatto?
«Io credo che entrambi i club possano essere soddisfatti di com'è andata - è intervenuto Arno Rossini - Da una parte c'è una società che voleva voltare pagina, dall'altra una che invece cercava un campione che potesse aiutarla a fare il salto di qualità».

Com'è possibile che tutti possano stappare lo champagne? Se Dybala sarà un “uomo in più” per l'Inter, allora va considerato come una grossa perdita per la Juve.
«L'unico cruccio dei dirigenti bianconeri è, secondo me, quello di aver perso un ragazzo che per qualità tecniche è uno dei primi al mondo senza guadagnare neanche un euro. Non aver monetizzato la sua partenza è sicuramente stato un autogol. Per quanto riguarda l'aspetto tattico, però, forse semplicemente Paulo in bianconero aveva fatto suo tempo».

Se le qualità non si discutono, perderlo non vuol dire essere meno forti e competitivi?
«Questo vale quando si parla di un giocatore al top della forma fisica e mentale. E negli ultimi due anni Dybala non è mai stato bene».

Allora è l'Inter che si prende un grande rischio.
«No, mi spiego. Qualcosa a Torino, nel recente passato, per il trequartista non ha funzionato. Gli infortuni, veri o presunti, la convinzione, la figura ingombrante di Ronaldo, il gioco di Allegri che non esaltava le sue qualità… insomma per qualche motivo Paulo non si è più trovato bene. Non si è più espresso al massimo. Tenuto conto di ciò, la Juve ha creduto che offrirgli un importante rinnovo di contratto potesse essere sbagliato. Questa interpretazione è giusta? Solo il tempo potrà dirlo. Al momento è però sicuramente condivisibile. Al netto delle difficoltà piemontesi, il ragazzo rimane in ogni caso estremamente forte. Avete visto, per esempio, com'è entrato e che gol ha fatto con l’Argentina contro l'Italia? In un ambiente che lo sostiene, lo supporta e nel quale si sente stimato, Dybala, ne sono convinto, può tornare a toccare livelli incredibili. Ecco, io credo che l'Inter di adesso, quella nella quale i sudamericani sono numerosi in campo e in società e hanno un grosso peso, possa essere proprio quel posto giusto. Un club nel quale l’ex giocatore della Juventus può ritrovare il sorriso. Sì, “sorriso” è la parola giusta. Muoversi con il sorriso cambia il rendimento di alcuni calciatori. E Dybala è certamente uno di questi».

A Milano potrebbe arrivare anche Lukaku, significa che uno tra Dybala e Lautaro Martinez rimarrà fuori?
«Per nulla. In nerazzurro hanno bisogno di un centravanti in grado di aprire gli spazi. È quello che faceva Dzeko, che però ormai ha 36 anni, è quello che fa un Giroud, per esempio. Arrivasse davvero anche Lukaku, altro elemento che rende al meglio solo quando coccolato, l’Inter diverrebbe formidabile. Sarebbe la grande favorita per il prossimo scudetto e da top-4 in Champions League. Per vincere spessisimo a Inzaghi, che è molto bravo, basterebbe impostare una squadra molto attenta in fase difensiva e capace di sfruttare le qualità di quei tre lì davanti». 

Il vecchio calcio all’italiana…
«Sì, esatto. Perfetto. Quindi pochi fronzoli, grande responsabilità per Brozovic e Barella e tanto sacrificio per quelli che dovranno correre anche per gli attaccanti, che avranno invece carta bianca. Licenza di inventare e segnare». 

Se l’Inter cambierà volto con Dybala, la Juve farà lo stesso con Pogba?
«No, non scherziamo. Paul è fortissimo, è vero; da solo può però fare molto poco. Non ha le qualità necessarie per far salire da solo di livello i bianconeri».

Fossi il direttore sportivo della Juve e avessi qualche milione per un campione con il quale tornare immediatamente competitivo, su chi punteresti? O almeno, quale ruolo proveresti a “coprire”?
«Sicuramente quello del centrocampista centrale, il play. Dopo Pirlo, forse Pjanic, a Torino non hanno più avuto un giocatore in grado di guidare da solo la squadra. E i risultati si sono visti. Certo anche la difesa traballa, con un Bonucci che ormai non dà più troppe garanzie e un de Ligt che alterna buone partite ad altre pessime e che soprattutto negli anni non è cresciuto, ma è in mezzo al campo che i bianconeri devono fare qualcosa. Dovrebbe esserci Pogba, c’è Locatelli, ora serve un direttore d'orchestra».

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