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20.01.2022 - 17:450
Aggiornamento : 21.01.2022 - 16:47

«Non ci faremo cogliere impreparati, siamo fiduciosi»

Sarà una primavera tranquilla per il calcio regionale? Ancora una volta l'arbitro sarà la pandemia.

Parola a Livio Bordoli: «L'abbassamento del periodo di quarantena da dieci a cinque giorni agevola ancor di più lo svolgimento dei campionati»

BELLINZONA - “Programmazione”. Parola sconosciuta ai tempi del coronavirus. Da ormai due anni anche il mondo dello sport sta facendo i conti con la pandemia, vera spada di Damocle per le varie Federazioni chiamate ad organizzare i campionati fra mille ostacoli. Quella ticinese di calcio evidentemente non fa eccezione e “studia” da vicino l'evolversi della situazione, in vista della ripresa fissata per il mese di marzo. 

«Siamo in continuo contatto in Federazione, non vogliamo farci trovare impreparati - è intervenuto il responsabile della Sezione tecnica della FTC Livio Bordoli - Stiamo cercando di capire quelle che saranno le prossime disposizioni e naturalmente anche noi "studiamo" l'andamento della curva dei contagi. La nostra speranza è che il picco sia arrivato o che sia imminente. Quando avremo le idee un po' più chiare prenderemo contatto con le società».

Puntate dunque a far ripartire i campionati nei tempi previsti?
«Esattamente. Se non dovessero esserci peggioramenti repentini, siamo fiduciosi di poter iniziare nella prima settimana di marzo con gli attivi e un paio di settimane più tardi con gli allievi». 

In questo momento, dunque, restate in attesa?
«Siamo vigili. Per il momento non ha senso prendere decisioni affrettate, ma stiamo studiando diverse varianti. Siamo in contatto con il Governo per cercare di capire come evolveranno le cose perché abbiamo a cuore la salute di tutti. Molte squadre hanno già iniziato ad allenarsi in vista della ripresa». 

Nell'ultimo mese siamo stati confrontati con un vero e proprio boom di contagi. Come valuti la situazione?
«A livello personale sono piuttosto tranquillo. Mi sembra che la variante Omicron sia paragonabile a un'influenza e non sia violenta come la Delta. La speranza, evidentemente, è che presto non dovremo fare i conti con una nuova mutazione del virus. Diciamo che nelle prossime due settimane le cose saranno un po' più chiare».

C'è qualcosa che ti preoccupa in vista della ripresa?
«Non direi, anzi. L'abbassamento del periodo di quarantena da dieci a cinque giorni agevola ancor di più lo svolgimento dei campionati. Permette ai giocatori, alle società e a noi della Federazione di operare con maggior flessibilità».

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