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L’OSPITE - ARNO ROSSINIAllegri, Guardiola, Conte e Croci-Torti: equilibrio e testa, il calcio ha pochi segreti

03.11.21 - 08:00
«Guardiola, Conte… serve empatia: i calciatori sono prima di tutto uomini»
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Allegri, Guardiola, Conte e Croci-Torti: equilibrio e testa, il calcio ha pochi segreti
«Guardiola, Conte… serve empatia: i calciatori sono prima di tutto uomini»
Arno Rossini: «Ai successi arrivano le squadre speciali o quelle concrete».
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TORINO - Primo non prenderle oppure provare a fare un gol in più dell'avversario? Siete della scuola di Guardiola o propendete per chi bada al sodo: per Mourinho, per Allegri - anche se in campionato la Juve non sta facendo benissimo - per il Conte mister del Tottenham? Anche per Mattia Croci-Torti, perché no, che a Lugano ha dato la priorità alla sistemazione della difesa per poi cominciare a guardare alla metà campo avversaria...

«Prima di tutto ci sono l'equilibrio e la concretezza - ha raccontato Arno Rossini - È con quelli che alla fine si vince».

Se hai giocatori dalle grandi qualità tecniche è giusto provare ad attaccare.
«Sì ma la tua squadra deve essere costruita fin dal principio, dal primo tassello, pensando a quel tipo di calcio. E comunque il gioco offensivo, manovrato, propositivo, non dà certezze assolute. Il Manchester City, ricco di campioni e con Guardiola che predica il “gioco”, che io sappia la Champions non l’ha mai vinta. Il PSG, altro insieme di campioni capaci di creare, la Champions non l'ha mai vinta. Quella coppa, alla quale ambiscono tutte le big, solitamente la sollevano le squadre speciali o quelle concrete». 

Come l'Ajax di Cruyff, il Milan di Sacchi, la Juve di Lippi o il Barcellona di Guardiola?
«Tutte realtà, appunto, speciali per la loro epoca. Però a me vengono anche mentre il Chelsea di Di Matteo e Tuchel, l'Inter del triplete o il Liverpool di Klopp».

Insomma, si deve prima di tutto badare a non subire?
«Come diceva Ferguson? Si deve giocare in base agli uomini che si hanno a disposizione, metterli in condizione di rendere al meglio».

Negli ultimi mesi è diventato di moda, quando non arrivano i risultati, dare la colpa all’atteggiamento di chi scende in campo, alla testa, al mentale. È davvero un aspetto tanto determinante?
«È fondamentale, certo. Come si affrontano l’allenamento prima e la partita poi fa la differenza».

Su questo l'allenatore quanto può influire?
«Per come la vedo io, più è bravo a creare empatia, più è sincero e credibile all'interno dello spogliatoio, migliori saranno le risposte che avrà dai suoi ragazzi. Ancelotti, per fare un esempio, è sempre stato bravissimo nel coltivare i rapporti con i giocatori. E qualche trofeo lo ha vinto. Lo stesso si può dire di Ferguson, che sì aveva un carattere forte, ma era prima di tutto trasparente, onestissimo. Uguale è il discorso che si può fare per Guardiola, uno per il quale i calciatori sono pronti ad andare in guerra. In queste prime settimane a Lugano, Guardando al Ticino, Croci-Torti è stato bravo a tirare dalla sua parte i giocatori, che ora lo seguono. Mourinho è invece un maestro in questo. Allegri, insomma…».

La Juve sta faticando.
«Tornato da due anni di vacanza, il tecnico toscano si è mostrato arrogante. Ricordate la storia della fascia di capitano di Bonucci? Ecco… se in qualche modo riesci a creare con loro un rapporto positivo e costruttivo, dai calciatori puoi sperare di ottenere il massimo e anche di più. Puoi sperare che, quando la situazione si fa difficile, ti possano levare le castagne dal fuoco». 

Stiamo parlando di professionisti, aspettarsi che diano sempre tutto non dovrebbe, in fondo, essere normale?
«Stiamo parlando prima di tutto di uomini. E i rapporti, tra le persone, contano parecchio». 

Si può dire che maggiore è la qualità in campo meno pesa l’empatia che riesce a creare il mister?
«Chiaro. Quando il valore della tua squadra è uguale o minore a quello delle avversarie, è determinante riuscire a far dare ai calciatori tutto quel che possono. E se non sei stato in grado di creare un rapporto positivo con loro, questo è difficile che ti riesca. Io Allegri, per rimanere in tema, non lo vedo benissimo al momento. Ha una squadra male assemblata, che in Italia si trova ad affrontare rivali più forti, ed è entrato nello spogliatoio con un atteggiamento sbagliato. Con quella mancanza di umiltà come può pensare di portare i bianconeri a risultati inaspettatamente positivi?».

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