PAIRE B./RINDERKNECH A.
1
HUESLER M./STRICKER D.
2
fine
(4-6 : 6-4 : 12-14)
PAIRE B./RINDERKNECH A.
1
HUESLER M./STRICKER D.
2
fine
(4-6 : 6-4 : 12-14)
imago
SPORT
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
SERIE A
8 min
«Ecco perché ho rinnovato...»
Valon Behrami ha confermato che quella alle porte sarà la sua ultima stagione agonistica.
PARIGI
1 ora
Il mercato si infiamma: il futuro di Ronaldo dipende da Mbappé
Il talento francese vuole a tutti i costi il Real: se l'operazione dovesse andare in porto il PSG punterebbe su Cr7.
TENNIS
2 ore
A Gstaad finale Gaston-Ruud
Sulla terra battuta bernese battuti in semifinale rispettivamente Djere e Kopriva.
TOKYO 2020
6 ore
Gara in linea: oro a Carapaz!
L'ecuadoriano è scattato negli ultimi 6 km. Preceduti  Van Aert e Pogacar
TOKYO 2020
13 ore
I piatti forti? Il bronzo elvetico di Christen e un super Carapaz
Rivivi le emozioni olimpiche di sabato 24 luglio
UNDER 20
18 ore
Secondo tempo da incubo: Svizzera ko, riscatto della Cechia
Gli U20 rossocrociati sono stati sconfitti 4-3 dalla Repubblica Ceca. Un assist per il ticinese Lorenzo Canonica.
FRANCIA
20 ore
Philippe Bozon chiama cinque "svizzeri"
L'head-coach della Francia dirigerà il primo allenamento in vista delle qualificazioni alle prossime Olimpiadi.
SUPER LEAGUE
21 ore
Braga è carico per la prima: «L'importante è avere rispetto, non timore»
L'allenatore del Lugano: «Cercheremo di fare di tutto per conquistare i tre punti. Demba Ba? È un vero leader».
SIENA
1 gior
Alex Zanardi: il camionista non ha colpe
L'inchiesta riguardante l'incidente cui era rimasto vittima l'ex pilota di F1, è stata archiviata.
TOKYO 2020
1 gior
Hussein si giustifica: «Ho commesso un errore con gravi conseguenze»
Kariem Hussein è stato sospeso nove mesi per doping, niente Giochi Olimpici per lui: «Ho avuto un calo di zuccheri».
SUPER LEAGUE
1 gior
Lugano: primo giro in giostra di una stagione delicatissima (anche fuori dal campo)
Esordio in campionato per i bianconeri, reduci da un'estate turbolenta: domenica a Cornaredo arriverà lo Zurigo
TOKYO 2020
1 gior
A Tokyo i Giochi si fanno seri: segui la diretta "live"...
È tutto pronto per la kermesse a cinque cerchi: al via la cerimonia di apertura.
MOTO GP
1 gior
«Rossi è sempre stato il mio eroe»
Brad Binder si è espresso in merito al Dottore: «Penso abbia ancora un grande spirito combattivo».
TOKYO 2020
1 gior
Doping, Kariem Hussein positivo
L'atleta elvetico non prenderà parte alla spedizione olimpica di Tokyo 2020.
TOKYO 2020
1 gior
Caccia all'oro tra timori e speranze
Con l'ingombrante ombra Covid sullo sfondo, oggi iniziano ufficialmente le Olimpiadi di Tokyo.
CONFERENCE LEAGUE
1 gior
Il Basilea cala il tris: affondato il Partizani Tirana
Bel successo dei renani, che al St.Jakob hanno vinto 3-0 il match d'andata dei preliminari di Conference League.
TENNIS
1 gior
Gstaad, Shapovalov già eliminato
Il canadese è stato sconfitto negli ottavi da Kopriva.
CONFERENCE LEAGUE
1 gior
Il Servette s'inchina al Molde
I granata sono stati nettamente battuti (3-0) nell'andata del secondo turno preliminare di Conference League.
CHALLENGE LEAGUE
2 gior
Il Covid-19 colpisce anche il Thun: tre match (su cinque!) rinviati
La formazione bernese non potrà scendere in campo contro l'Yverdon.
SCI ALPINO
2 gior
Tegola Bissig: stagione (già!) finita per l'elvetico
Lo sciatore rossocrociato si è rotto i crociati del ginocchio sinistro in allenamento.
ATLETICA
2 gior
Il Galà dei Castelli con il pubblico: aperta la prevendita
L'evento avrà come di consueto luogo a Bellinzona il prossimo 14 settembre.
LUGANO
07.04.2021 - 06:000
Aggiornamento : 15:05

Notizie, social, sport e non solo: ecco come sono cambiate le nostre abitudini "virtuali" ai tempi della pandemia

Il professore dell'USI Gabriele Balbi: «In situazioni di infodemia l'uso di ogni singola parola è importantissima...».

«I social? Pensiamo a quanto gli smartphone o gli schermi dei nostri pc siano stati luoghi simbolici dove sono transitate per molti giorni tutte le nostre interazioni personali».

LUGANO - Una corsa sfrenata alla notizia. La pandemia ha acuito questo “fenomeno” in maniera esponenziale. Tutti a caccia d’informazioni inerenti quel nemico invisibile chiamato Covid-19. Un nemico tanto temuto, quando sconosciuto, che ha portato le persone alla ricerca disperata di news, informazioni mediche, statistiche e numeri. Quei numeri che questa pandemia ha fatto dare un po’ a tutti almeno una volta. Perché ha spesso scompaginato i piani di tutti noi, chi più chi meno. 

In Svizzera, come del resto in tutto il mondo, il ruolo dei media ha dunque rivestito un ruolo importantissimo. Come si sono comportati nel nostro paese? «È una domanda a cui è difficile rispondere perché dipende anche dal significato che diamo al termine media - le parole di Gabriele Balbi, professore associato in media studies all’Istituto di media e giornalismo dell’USI - Se intendiamo i mass media e quindi, in sostanza, le testate giornalistiche più rilevanti, abbiamo assistito in Svizzera come altrove a un bombardamento massiccio di informazioni verso i pubblici. Molte sono le reazioni possibili delle audience e credo che nei prossimi anni andranno analizzate dalla ricerca accademica. Le reazioni possono essere anche ambivalenti. Da una crescita delle preoccupazioni a forme di rassicurazione: pensiamo a quanto le notizie sulla disponibilità di vaccini abbiano fatto tirare a noi tutti un sospiro di sollievo. Si va poi dall’incapacità di gestire tutte queste informazioni a una dipendenza dalle stesse e, quindi, a una sete di sempre maggiore informazione. In sostanza, specie le fonti più affidabili, mi pare che abbiano cercato di fare un lavoro serio e di verifica». 

In ogni angolo del mondo, poi, sono circolate anche molte fake news…
«Esattamente. Purtroppo sono girate anche varie forme di disinformazione ed è grave quando queste bufale vengono riprese dalle testate di cui ci affidiamo di più».

Senza dimenticare i social, che hanno aiutato un po’ tutti in special modo durante il confinamento della scorsa primavera.
«Credo che il loro ruolo durante la pandemia sia stato decisivo per mantenere delle forme di comunità. Pensiamo a quanto gli smartphone o gli schermi dei nostri pc siano stati luoghi simbolici dove sono transitate per molti giorni tutte le nostre interazioni personali. Senza questa presenza di media molto ridondante, di cui spesso peraltro ci lamentiamo, i giorni di lockdown sarebbero stati più duri e molte attività lavorative impossibili».

Di questi tempi anche una singola parola scritta o detta è importante e talvolta può cambiare il messaggio o il concetto di qualcosa, creando dubbi o scompiglio. Quanto è importante da parte del giornalista misurare ogni singola parola?
«Ovviamente è decisivo. In situazioni di infodemia, com’è stata ribattezzata in taluni casi la situazione comunicativa verificatasi nell’ultimo anno, l’attenzione all’uso delle parole deve essere altissimo. Pensiamo a quanto, specie nei primi momenti, termini come “asintomatico” o “contagioso” siano stati usati a sproposito, anche dai giornalisti». 

Nell’ultimo anno, inoltre, abbiamo conosciuto diversi nuovi termini: alcuni perfino inutilizzati prima... 
«Proprio così. Un’altra riflessione in tal senso consiste nella mancanza di parole: gli operatori dell’informazione sono spesso andati a prendere a prestito parole da altre lingue (lockdown ne è un esempio tra le altre). Come possiamo raccontare il confinamento sociale, la mancanza d'interazioni sancite a livello statale, i controlli sulla circolazione delle persone e le limitazioni alla propria libertà personale? Anche per questa ragione sono emerse nuove parole o altre sono riemerse nell’uso comune: pensiamo a “pandemia”, “paziente zero” e vari termini precedentemente affidati soltanto all’ambito medico. Trovo anche interessante che, per restare alla lingua italiana, la Treccani abbia emanato vari aggiornamenti con le nuove parole del 2020. Altrettanto è successo in altri paesi».

In ambito sportivo la pandemia ha tolto agli spettatori la possibilità di assistere alle competizioni dal vivo. Alla luce di ciò lo sport si può fruire soltanto tramite media (TV, portali, giornali). Si può dunque dire che la responsabilità e l’importanza di questi ultimi è aumentata? Lo sport, infatti, si è potuto dare in pasto agli appassionati in gran parte grazie ai media…
«Con la pandemia, ovviamente, si è creata una situazione surreale: gli eventi sportivi di massa sono esistiti solamente perché mediatizzati. Una partita di calcio tra squadre importanti, senza televisioni, sarebbe stata vista solo dai 22 giocatori in campo, dagli staff e pochi altri. Quasi come una partita in un campetto di periferia. I media hanno invece rappresentato l’unico legame con i tifosi e gli appassionati».

Lo sport sono soprattutto emozioni: pensa che la gente si sia un po’ disaffezionata durante l’ultimo anno?
«Difficile a dirsi, sono effetti che andranno valutati nel lungo periodo. Di sicuro, la presenza allo stadio non è sostituibile e quindi, in questo senso, i tifosi più vicini alle squadre stanno vivendo un lungo momento di distacco, di abbandono. Non dimenticherei anche la funzione sociale dell’evento sportivo fruito dal vivo, la possibilità di prendervi parte con amici, di passare tempo assieme mangiando, bevendo, chiacchierando. Ma anche il contatto fortuito con l’estraneo che ha preso posto di fianco a te nelle tribune. Questo è insostituibile. Dal punto di vista della carica emozionale, come dicevo prima, anche per chi prima fruiva i match in TV, qualcosa è cambiato. Lo spettatore TV si immedesima in quello allo stadio e in qualche modo subisce una specie di transfer emotivo che in questi mesi non abbiamo provato».

Lo sport professionistico non è andato in lockdown durante la seconda ondata, rimanendo - almeno in TV - una delle poche valvole di sfogo per la popolazione… Ci sono dei numeri o delle statistiche che indicano (in Svizzera, in Ticino o nel mondo) in quale posizione si colloca lo sport in una sorta di “classifica” tra le varie rubriche di giornali e portali?
«Si sente spesso dire che lo sport professionistico ha proseguito per meri interessi economici, ma sono d’accordo con l’interpretazione che abbia rappresentato anche un diversivo per chi era confinato a casa. Per quanto riguarda i dati, in molti paesi, Svizzera inclusa, il 2020 è stato l’anno del ritorno prepotente della televisione nelle abitudini di consumo della popolazione. Pare invece che sempre in Svizzera lo sport abbia vissuto una contro-tendenza e, almeno nei primi mesi della pandemia, la visione di eventi sportivi sia calata specie rispetto al resto della programmazione».

Lo sport, come del resto praticamente tutti i grandi eventi culturali, musicali, ecc…, ha subito una miriade di cancellazioni...
«Esattamente. Basti pensare all’Europeo di calcio e soprattutto alle Olimpiadi di Tokyo. In sostanza, la pandemia ha anche limitato la possibilità di fruire di alcune delle grandi cerimonie sportive dei media e, quindi, ha anche limitato le audience che solitamente seguivano in massa questi eventi. L’Olimpiade di Rio era stata seguita, ad esempio, da oltre tre miliardi di persone sulla terra. Sono audience che si realizzano solo per i grandi eventi sportivi di massa e il Covid in questo senso ha cancellato uno degli eventi più significativi nelle programmazioni televisive mondiali».

SPORT: Risultati e classifiche

Gabriele Balbi
Guarda le 2 immagini
Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-07-24 16:58:13 | 91.208.130.87