ti.mammeBambini al supermercato: lo show dei capricci

06.12.22 - 08:00
Tra vergogna e pazienza in fuga, bisogna pensare ad un cambio di scena
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Bambini al supermercato: lo show dei capricci
Tra vergogna e pazienza in fuga, bisogna pensare ad un cambio di scena

Passano indifferenti davanti agli espositori della frutta e a quelli della verdura, sembrano distratti nelle corsie di pasta e surgelati, ma uno strano bagliore illumina i loro occhietti quando intravedono gli scaffali di caramelle, biscotti e patatine. Sono i bambini al supermercato, estrema condanna di ogni mamma alle prese con una lista della spesa chilometrica ed i cambi di posizione dei prodotti organizzati da spavaldi assistenti alle vendite. Facile dire che è meglio evitare i reparti del peccato gastronomico, ma inutile perché furbescamente sono posti in prossimità delle casse ed è impossibile uscire indenni da un percorso obbligato che inevitabilmente scatena i capricci dei piccoli accompagnatori. Sarà la stanchezza accumulata durante il tour di approvvigionamento domestico, sarà la noia per aver viaggiato seduti sul minuscolo seggiolino del carrello, fatto sta che appena i colori di attraenti e golose confezioni catturano lo sguardo del piccolo famelico, le sue manine partono all’attacco ed afferrano quel sacchetto che gli verrà prontamente tolto e rimesso al suo posto.

È sufficiente solo un giro di questa giostra per innescare la reazione a sirena del pargolo momentaneamente posseduto dallo spirito del junk food. Urla, strepiti e pianti irrefrenabili, tra accuse di esecrabile cattiveria rivolte alla mamma in preda alla vergogna, risuonano nell’intero supermercato mentre tra gli avventori serpeggiano pensieri di compatimento e sorrisetti che traducono la convinzione di poter fare meglio nella stessa situazione. Per sottrarsi all’imbarazzo del momento, qualcuna potrà essere tentata dall’idea di arrendersi al capriccio e concedere le caramelle o i biscotti anelati, ma questo non farà altro che convincere il piccolo urlatore seriale che con quel comportamento può ottenere quello che vuole. In realtà bisognerebbe inculcare in quella testolina da conquistatore il principio fondamentale dell’inutilità dei capricci come moneta di scambio per procurarsi qualcosa. Dimostrare al piccolo che si è disposti ad interrompere l’attività in corso per risolvere la situazione (e non dargliela vinta), invece, aiuta.

Se non c’è modo di mettere fine allo show nel supermercato, bisogna ricorrere ad un "cambio di scena", abbandonare il carrello e conquistare l’uscita, per esempio. Una volta fuori dal negozio, lontano da oggetti tentatori, luci, gente e confusione, il piccolo invasato comincerà a calmarsi mentre la sua attenzione sarà rapita da un’altra situazione. L’aria fresca rasserenerà i suoi pensieri, disponendolo persino all’ascolto. Sarà questo il momento per ricordargli che i capricci non sono accettati e che, comprendendo la sua stanchezza, ci si adopererà per finire in fretta la spesa, concedendogli un frutto o un libro (da portare sempre insieme) da sfogliare per non annoiarsi. Raggiunto il compromesso, si potrà tornare nel supermercato a finire l’opera. Quell’episodio e la dimostrazione di essere pronte ad interrompere tutto per non cedere ai suoi capricci saranno un monito per il piccolo, da ricordare in altri frangenti simili. Un pacco di biscotti ogni tanto potrà essere concesso, magari prima che si scateni la furia capricciosa, scegliendo insieme quale prendere.

COMMENTI
 
Lucia69 1 mese fa su tio
vietare queste pesti maleducati nei negozi, ristoranti e aerei fintanto che i genitori non riescono a educare questi esseri...