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ti.mammeTroppi regali rovinano la vita dei bambini

16.09.22 - 15:00
Abituare i piccoli al materialismo pregiudica il loro benessere da adulti
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Troppi regali rovinano la vita dei bambini
Abituare i piccoli al materialismo pregiudica il loro benessere da adulti

Tutti gli argomenti a sostegno dell’educazione dei figli sono filtrati dalla regola dell’esempio: ciò che i genitori mostrano i figli apprendono. Il discorso vale anche per i metodi di ricompensa adottati per premiare i bambini per un successo o un obiettivo raggiunto per un compito portato a termine, insomma: per qualsiasi comportamento che meriti di essere valorizzato. Molto spesso, l’unità di misura della ricompensa è calcolata in regali che il piccolo meritevole riceve da genitori, amici e parenti. Ed ogni occasione è buona per un presente, lo sanno bene nonni e zii che ad ogni visita si presentano con qualcosa per i pargoli e che enfatizzano ogni loro progresso con un pensiero materiale che immortali l’avvenimento.

Tutto questo è piacevole per i piccoli di casa, soprattutto quando si abituano all’abbinamento visita-regalo, ma è profondamente sbagliato perché si spiaggia su una distesa di materialismo destinata a condizionare il loro comportamento da adulti. Per sintetizzare: i pargoli cresciuti a pane e regali, da grandi riconosceranno un’importanza eccessiva ai beni materiali e tenderanno a comportarsi così come hanno visto fare ai propri genitori e a tutti quelli che li hanno ricoperti di regali in ogni circostanza. È una sorta di schema che si ripete e che professa il materialismo come dogma educativo. L’idea di dover fare regali ai propri figli per renderli felici, cozza violentemente con l’invito ad essere semplicemente presenti nelle loro vite, con del tempo dedicato esclusivamente a loro così da renderlo di qualità a prescindere dalla durata. Insegnare ai bambini ad essere materialisti – anche se attraverso un comportamento che vorrebbe solo essere di premura ed attenzione nei loro confronti – è psicologicamente pericoloso perché crea soggetti perseguitati da condizioni di malessere e persino da problemi economici e familiari.

Cosa fare, quindi, per scongiurare queste degenerazioni? La soluzione è un’inversione di tendenza che parla di doni e non di regali, sostituendo il bene materiale con uno immateriale come il tempo trascorso insieme. I nonni che donano qualche ora per leggere una favola ai nipotini o gli zii che fanno altrettanto giocando con loro, così come mamma e papà che scelgono di fare qualcosa di speciale con le proprie creature scelgono un’alternativa davvero educativa e gratificante alle ricompense materiali. E tutto questo non instaura una pratica di rinunce e privazioni, bensì un meccanismo di gentilezza e condivisione dall’enorme potere benefico a livello personale. Con la certezza che da adulto, il bambino che ha ricevuto del tempo in dono ricorderà la gita al mare per festeggiare la promozione invece di un freddo oggetto dimenticato chissà dove. Senza dimenticare che materialismo e consumismo sono causa di comportamenti tutt’altro che sostenibili e che, quindi, oltre che al soggetto interessato, causano patimento anche all’ambiente.