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LELIA GUSCIORave Party, guardiamo con interesse la norma italiana

13.11.22 - 16:59
Lelia Guscio, Deputata in Gran Consiglio, Lega dei Ticinesi
Ti-Press (archivio)
Rave Party, guardiamo con interesse la norma italiana
Lelia Guscio, Deputata in Gran Consiglio, Lega dei Ticinesi

Il verbo inglese to rave significa “parlare con entusiasmo, liberamente, in modo concitato, incontrollato”, proprio come i versi dei corvi, che in inglese si chiamano proprio “the raven”. Dalla metà degli anni ’80 in Usa e in occidente si assiste al proliferare di rave parties, ossia di manifestazioni musicali e ricreative con libero accesso, senza regolari controlli di identità. Possono durare da una notte ad una settimana intera (!) e si svolgono generalmente in luoghi isolati: aree industriali abbandonate, campi, boschi, cave, capannoni o altro. Spesso occupati abusivamente. Generalmente, oggi i partecipanti si organizzano tramite chat, e giungono anche da tutta Europa nel punto prescelto. Anche migliaia di persone. La festività di Halloween è un momento clou, ma ormai tutto l’anno si presta per trovare pretesti per organizzare rave parties. Molto gettonata è la radice culturale celtica-pagana, che si vuole rievocare organizzandoli. Ai più vecchi ricordano il celebre festival pacifista e contestatario di Woodstock. Purtroppo, a causa del mix di sostanze (anche illegali) che assumono i partecipanti di queste autentiche maratone musicali, esse da feste degenerano spesso in vere e proprie devastazioni dei luoghi e della salute dei partecipanti. Vi sono già stati parecchi morti, anche giovanissimi. Il nuovo governo italiano ha deciso di arginare questa preoccupante deriva sociale giovanile introducendo un nuovo articolo del codice penale (art. 434 bis). Esso prevede carcere anche fino a 6 anni e multe fino a 10'000 € per gli organizzatori e pene minori per i partecipanti ai rave parties (vi partecipano anche dal Canton Ticino). Gli avversari politici del neo governo italiano considerano questa norma liberticida e a rischio di essere usata impropriamente per proibire anche altre riunioni di cittadini sul suolo pubblico. Si pensi alle numerose manifestazioni di dissenso sociale legate a pandemia, clima, guerra e inflazione. Dalla Svizzera guardiamo con curiosità all’applicazione di questa nuova norma su suolo italiano e di riflesso le conseguenze su suolo ticinese. Miglioreranno ordine e salute pubblica in Italia o la legge verrà osteggiata perché considerata eccessivamente repressiva? E per i ticinesi: a causa della severa norma italiana, alcuni organizzatori penseranno di organizzare questi eventi semiclandestini maggiormente in Ticino? Come reagiranno le nostre Autorità?

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COMMENTI
 

Pensopositivo 1 anno fa su tio
La norma poteva solo interessare ai Talebani della lega...

Alma83 1 anno fa su tio
Ma la foto alla sciura è stata scattata durante l’AFTER rave 😂😂 !!! Cara dai mi fa quasi tenerezza 🤣

marco17 1 anno fa su tio
Risposta a Alma83
S'è fatta la permanente infilando le dita in una presa elettrica.

On the Wild Side 1 anno fa su tio
La foto alla sciura gliel’hanno presa che era in gran botta!!! 🤪

Alessandro Fornera 1 anno fa su tio
Ps se si autorizzano, si potrebbe avere liquidità statale extra…in tempo di vacche magre, guai non capitalizzare tutto🤣🤣🤣👍🏼

Alessandro Fornera 1 anno fa su tio
…dai Lelia…l’eimologia anglosassone da poco lustro🙄 …ma cccche ttte ne frega a te ed i leghisti/udc dei rave….quando insegnavi eri sempre a fare notti brave al murata….era deontologico così? Beh non importa…l’inglese lo so e 4everRaven🎧🎧🎧

Mitch 83 1 anno fa su tio
Sono d'accordo che il fatto che siano illegali e che usino abusivamente luoghi o edifici sia un problema. Ma come qualcuno ha già detto in Svizzera abbiamo il più grande rave party che é la street parade, oltretutto a cavallo degli anni 90/00 c'erano una moltitudine di rave in giro per la Svizzera tutti organizzati e legali. Forse per questo motivo quelli illegali erano davvero pochi. Penso che vietare questi eventi sia controproducente, piuttosto rilascerei più concessioni per questi eventi in modo da essere legali e tutelati. E cmq cara signora non é che a woodstock la droga non girasse anzi... ma si sa ai miei tempi era diverso no ?

Brus Uillis 1 anno fa su tio
E dopo questo intervento utile e pieno di informazioni interessanti, mi bevo un caffé.

Manang1404 1 anno fa su tio
Il problema di quel decreto non è l'applicazione sui rave, ma sul diritto di riunirsi. Ecco perché è contestata. Anche lo sciopero potrebbe rientrare nelle situazioni dove questa norma potrebbe essere applicata.

marco17 1 anno fa su tio
Regalate un pettine alla signora, altrimenti non la fanno entrare nemmeno a un rave.

Brus Uillis 1 anno fa su tio
Risposta a marco17
Magari se si pettina si sveglia il neurone in testa e scrive qualcosa di più articolato.

Braun30 1 anno fa su tio
Avvicinarsi al fenomeno seguando il modello italiano è piuttosto strano essendo questo il paese dove si svolge uno dei più grandi rave al mondo, la Street Parade altro non è che un Rave organizzato al meglio per evitare i problemi dovuti all’illegalità. Come il consumo di droga, se lo si vieta senza cercare soluzioni alternative ci si trova con droghe avvelenate e un sottobosco criminale a gestire la distribuzione. Se i Rave fossero codificati, i problemi si ridurrebbero fortemente.

italo luigi 1 anno fa su tio
ma quale riduzione di libertà, se uno rispetta le regole ed è civile non deve tenere proprio nulla.....Appunto sono i veri onesti, civili e ben educati!!!!

Mattiatr 1 anno fa su tio
Risposta a italo luigi
Ah bé una norma che prevede 6 anni di carcere per una festa è sicuramente ponderata e non esagerata. Per non parlare del fatto che in Italia avevano già tutte le norme necessarie per bloccare i rave.
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