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L'OSPITE
02.05.2015 - 14:170

Bambini pescatori… da adulti criminali?

Davide Rossi, Consigliere Comunale PPD-GG, Mendrisio

In questi ultimi giorni il mio occhio è stato attratto da un articolo che titolava "Vietare ai bambini pescare", un'iniziativa della Protezione Svizzera degli Animali (PSA).

La prima volta che imbracciai la canna da pesca avevo meno di 10 anni ed era in un laghetto di montagna, con mio papà e un amico di famiglia. L'emozione era tanta, l'agitazione era alle stelle… Di buon mattino eravamo in riva al laghetto alpino, tempo nuvoloso e fresco... passano i minuti e nulla accade. La pazienza di qualcuno iniziava ad essere messa a dura prova, ma non era la mia. Mentre si parlava il mio galleggiante si muove e va sott'acqua, "hai attaccato giù" mi dicono, ma io ero fiducioso e avvertivo che dall'altra parte del filo c'era una trota. Dopo alcuni attimi d'esitazione ecco che mentre recupero salta fuori dall'acqua una bella preda! Quella trota ha passato la storia perché ancora oggi gli amici di famiglia si ricordano che ogni volta che venivano a casa la mostravo con orgoglio (congelata, s’intende). Da quel momento di avventure attorno ai laghetti alpini, lungo fiumi e i laghi ne ho vissute molte. Di anni ne sono passati e non mi sembra che sono diventato un criminale, anzi, ho molto rispetto per tutti gli animali.

Credo che la pesca sia un hobby che può solo far bene ai bambini che capiscono il rispetto della natura e iniziano ad apprezzare l'ambiente che ci circonda. La zoologa della PSA ha paragonato la caccia con la pesca chiedendo di imporre lo stesso limite d'età, 18 anni. Forse non si è resa conto che c'è una differenza sostanziale tra le due passioni: per andare a caccia la persona deve essere in possesso di un fucile e quindi di un'arma potenzialmente pericolosa con la quale bisogna stare molto attenti ed assumersi numerose responsabilità. Con questo non voglio dire che con la pesca non bisogna essere responsabili ma permettetemi di dire che le conseguenze possono essere molto differenti. La zoologa ha inoltre affermato che i due sport hanno in comune anche l'uccisione di animali. Sembra che stiamo entrando in un discorso assurdo ma vogliamo allora parlare dell'apprendista macellaio? Anche in questo caso assiste all'uccisione di animali che poi macella… e non mi sembra che ci sia una presenza di macellai criminali…

Ancora l'associazione afferma "per la PSA questa libertà è criticata aspramente perché questo diritto aumenta il pericolo di maltrattamenti e sofferenza nei confronti degli animali", in questo modo si vuole far ricadere ancora un'altra volta la colpa della violenza dei giovani su delle passioni… sportive! Ricordo anche che da alcuni anni, prima di poter staccare la patente di pesca dilettantistica, è necessario seguire un corso di introduzione alla pesca durante il quale si apprendono le principali regole di questo hobby.

A queste persone non viene in mente che la violenza presente in alcuni bambini è dovuta ad altre cause? Ad esempio alle ore passate davanti alla tv a vedere film violenti oppure a giocare con videogiochi ancor più violenti?!

Con questo mio articolo voglio esprimere la mia contrarietà a vietare la pesca ai minorenni e ci tengo a sottolineare che questo sport, contrariamente a quanto viene detto, può solo far crescere ancor più la sensibilità verso l’ambiente e il prossimo ai bambini che si ritrovano a contatto diretto con la natura.

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