ITALIACristina D’Avena: «Ho sofferto a causa di chi mi considerava artista di serie B»

01.12.22 - 18:30
La cantante ha raccontato il suo rapporto con i colleghi che non la consideravano al loro livello
Imago/PacificPressAgency
Cristina D’Avena: «Ho sofferto a causa di chi mi considerava artista di serie B»
La cantante ha raccontato il suo rapporto con i colleghi che non la consideravano al loro livello

La voce e il sorriso di Cristina D’Avena sono inconfondibili. Hanno accompagnato milioni di bambini che, divenuti adulti, sono rimasti fan di questa cantante, ritenuta ormai un vero cult soprattutto da coloro che, negli anni ’80 e ’90, sono cresciuti ascoltando le sigle dei cartoni animati cantate da lei. Questo ruolo, però, non è stato sempre facile da svolgere per la D’Avena che, ospite de “Le Iene”, ha raccontato di aver sofferto a lungo per la scarsa considerazione che i colleghi del mondo dello spettacolo avevano di lei.

«Ad un certo punto della mia carriera ho avvertito che molti amici, colleghi, conoscenze del settore consideravano la mia una musica di serie B - ha confessato la D’Avena - Li sentivo bisbigliare: 'Ah Cristina è quella che canta per i bambini, no, no, no… non può fare di più’».

Col tempo, però, la D’Avena è riuscita a superare questo complesso di inferiorità: «Mentre nessuno scommetteva più su di me, lo ammetto, per un momento mi ha fatto pure male - ha continuato la cantante - ma ho capito che chi stava veramente scommettendo su me stessa ero proprio io. Ho cantato le mie canzoni con ancora più forza e convinzione e so di non aver mai tradito il mio pubblico».

E lo scorso anno, quasi come un premio alla carriera, è arrivata anche la presenza sul palco dell’Ariston, durante il Festival di Sanremo. «E così dopo 40 anni di carriera posso dirlo, ho vinto io, si perché quelle canzone per bambini le ho portate nel tempo della grande musica, a Sanremo, ma soprattutto le ho portato nel tempo. E sulle loro note ho duettato con 40 stimatissimi amici. Finalmente ho avuto il riconoscimento che aspettato e se qualcuno oggi dice che sono solo canzoni per bambini, beh non lo prendo come insulto, anzi, perché quando le ascolti si apre una finestra sul passato che tutti teniamo sempre chiusa. Un po’ per pudore o per paura del giudizio altrui. Ma non c’è nulla di cui vergognarsi a tornare bambini».

COMMENTI
 
Panoramix il Druido 2 mesi fa su tio
Per noi, bambini negli anni '80, è semplicemente un Mito!
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