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CANTONE"Lentamente" è il brano che chiude il percorso pop di Luis Landrini

08.02.22 - 06:00
Il cantautore valmaggese è pronto per un progetto latino: «Finalmente sento di aver trovato la strada giusta»
JOSEBA PUBLISHING
CANTONE
08.02.22 - 06:00
"Lentamente" è il brano che chiude il percorso pop di Luis Landrini
Il cantautore valmaggese è pronto per un progetto latino: «Finalmente sento di aver trovato la strada giusta»

MAGGIA -"Lentamente" è il titolo dell'ultimo singolo di Luis Landrini, dato alle stampe con l'etichetta discografica italiana Joseba Publishing. Un brano molto importante nella carriera del cantautore valmaggese: il perché... ce lo spiega lo stesso Luis. «Io, che non c'entro niente con i Dj e vengo dal rock e dal country, ho voluto quasi esagerare con questo brano, che conclude il mio cammino pop».

Cosa ti riserverà quindi il futuro?
«Sto lavorando a un nuovo progetto artistico interamente latino, dalle collaborazioni importanti. È la strada che voglio percorrere, anche in considerazione del mio essere per metà spagnolo. Finalmente sento di aver trovato la strada giusta e il team adatto, con una bella band fatta non solo di colleghi, ma di amici sui quali si può contare».

Quanto è importante per te avere una squadra di lavoro nella quale riporre fiducia al 100%?
«Rispetto al suonare con un gruppo di professionisti"su chiamata" è un miglioramento fondamentale, in termini di chimica. Ho ricevuto un sacco di commenti positivi, che concordavano sul fatto che fossimo perfettamente amalgamati sul palco. Io sono il frontman e propongo il mio nome, ok, ma non c'è differenza e competizione tra di noi. Siamo tutti allo stesso livello. Ci siamo trovati per caso ma si è creata la combinazione perfetta».

Torniamo a"Lentamente": come la descriveresti?
«È una canzone pop dalle sonorità moderne, che ho scritto in studio con l'autore di Francesco Renga. Credo che vengano fuori quelle che sono le mie"sembianze pop": la scelta delle tonalità, la valorizzazione della voce... Il tutto è studiato attentamente, così da essere il più competitivi possibile». 

Quale credi che sia il suo punto di forza?
«L'ho fatta uscire in inverno ma penso che sia una canzone adatta a tutte le stagioni dell'anno. È molto movimentata e può indurre a ballare, quindi la vedo bene anche per l'estate."Lentamente" dà una scarica di energia, anche considerando il periodo pandemico e la voglia delle persone di uscire, di divertirsi».

Cosa trovi, invece, di particolarmente congeniale nella musica latina (e cosa dobbiamo intendere, precisamente, per"latino")?
«Già nelle mie precedenti esperienze mi sono reso conto che è la direzione giusta per me. Non parliamo di reggaeton, intendiamoci. In questo momento l'ispirazione punta decisamente nella direzione di una musica con profonde radici nella cultura spagnola. Verace, come i Gipsy Kings, ma in chiave contemporanea. Ho cercato di prendere il mondo musicale del flamenco, le mie esperienze, le mie origini e mescolando il tutto - senza che suonasse antico e facendo in modo da rispecchiare quello che sono. Lo si vedrà nel prossimo singolo, al quale sto già lavorando».

Una scelta di onestà, artistica e intellettuale...
«Già con"Destino", il mio precedente singolo, avevo deciso di fare un brano che fosse possibile riproporre dal vivo esattamente da come suona nel Cd. La mia scelta è di fare qualcosa che stia in piedi solo con la voce e la chitarra. Il mio obiettivo è di far arrivare la musica al pubblico, con semplicità».

Sarai poi lo special guest della tournée (mini causa Covid) del Circo Magic: cosa proporrai al pubblico?
«Il 26 febbraio sarò al Palazzo dei Congressi di Lugano con due spettacoli, alle 16 e alle 2015. Mi esibirò voce e chitarra, farò 3-4 interventi nel corso della serata. Sicuramente canterò"Destino", forse"No Me Puedo Olvidar"... Ma in realtà ci devo ancora pensare (ride, ndr)».

Bastian Baker è stato in tour con il Circo Knie (e si è esibito a cavallo), ora tu: sotto il tendone è l'ora dei bei ragazzi con la chitarra!
«(Ride, ndr) Sarò semplicemente lo special guest musicale dello spettacolo. Essendo al Palazzo dei Congressi non ci saranno cavalli ed elefanti (ride ancora, ndr)».

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